Il dolore
La maggioranza si spacca su rifiuti e inceneritore
Il sindaco e un pezzo del Pd votano con i 5 Stelle, Prc e Sel contro la Regione I renziani si oppongono con gli Arancioni. E intanto il porta a porta non decolla
MASSA. La questione rifiuti apre un nuove fratture nella maggioranza di centrosinistra. E, stavolta, il dissidio si concretizza in una plastica spaccatura al momento del voto. Cioè con il sindaco Alessandro Volpi che vota assieme a un pezzo del Pd, a Sel, a Rifondazione e Cinque Stelle, mentre l’ala renziana-buglianiana dei Democratici si schiera per il no e poi fa mancare il numero legale.
Si parte da un ordine del giorno proprio sulla estensione della raccolta differenziata in centro città – il porta a porta che ancora non è decollato – presentato da alcuni consiglieri del Pd, quelli di area renziana. Una proposta che a qualcuno in aula appare “pleonastica”: essendoci già un progetto dell’amministrazione per il porta a porta non c’è motivo per presentare un ordine del giorno che impegna l’amministrazione a fare decollare il piano. Se non quello di cercare di assumersi il merito dell’avvio della differenziata. Il consigliere di Rifondazione Comunista Nicola Cavazzuti presenta un emendamento all’odg che subito viene sottoscritto dai Cinque stelle. Il documento amplia la riflessione sulla questione rifiuti e, soprattutto, critica la politica regionale e nazionale sulla spazzatura e lo Sblocca Italia di Renzi che prevede l’apertura di 9 nuovi inceneritori in Italia di cui due in Toscana. L’emendamento Cavazzuti impegna l'amministrazione “a comunicare alla Regione Toscana e al Governo la contrarietà rispetto alla scelta di costruire ulteriori inceneritori nella nostra Regione ritenendo tale scelta in contrasto con la politica di sviluppo della raccolta differenziata e di ogni politica virtuosa in tema di rifiuti”. E qui si apre la spaccatura.
Il gruppo renziano del Pd: Giacomo Bugliani, Stefano Alberti, Dina Dell’Ertole, Della Pina e Simone Ortori di Articolo Primo si oppongono all’emendamento. E con loro il gruppo della 28 Aprile-Arancioni Ma gli altri consiglieri del Pd lo sostengono, e così i Cinque stelle. Ma anche il sindaco Alessandro Volpi vota per la critica di Cavazzuti. Una scelta che può essere letta come un dissenso verso la Regione. Cosa che fa subito notare Fabrizio Brizzi degli Arancioni: «Un sindaco del Pd che vota contro la politica sui rifiuti nel suo partito? Bene, ne prendiamo atto», dice in sostanza l’ex assessore. Che, a margine, aggiunge un’altra chiave di lettura del voto di Volpi: «Vuole tenere insieme Sel, Prc a tutti i costi, una strategia disastrosa, che divide il Pd». Infatti, un pezzo del Pd, quello renziano, non prende certo bene la cosa. In aula ci sono interventi pesanti e duri scambi tra consiglieri dello stesso partito, il Pd. Finisce che l’emendamento Cavazzuti viene approvato con una strana maggioranza e con il Pd spaccato. E con l’ala renziana che, dopo il voto fa mancare il numero legale.
La sinistra di Sel e Rifondazione esultano per il risultato portato a casa. «Abbiamo chiesto al consiglio di prendere una posizione netta e contraria rispetto alle previsioni di ulteriori inceneritori per mantenere una coerenza di comportamenti ad ogni livello territoriale e per impedire che risorse pubbliche vengano disperse in azioni locali che non trovano poi sinergia nelle disposizioni nazionali. E così è stato», commenta Cavazzuti. Riccardo Ricciardi, dei 5 Stelle spiega che non c’è alcun imbarazzo del Movimento a votare con il sindaco: «Come sempre, quando siamo di fronte a proposte chiare su temi concreti che stanno dalla parte dei cittadini, ed era il caso dell’emendamento formulato da Rifondazione, non abbiamo difficoltà a votarle». Poi, anche lui, affonda: «Registro, viceversa una forte spaccatura nella maggioranza su un tema di centrale importanza come la questione dei rifiuti. Con i consiglieri vicini a Bugliani che votano in un modo e l’altra ala del Pd (quella che viene definita “rigoniana”) in modo opposto».
Ma c’è anche un altro motivo di scontro emerso dal consiglio della sera scorsa. Gli Arancioni hanno infatti votato contro l’emendamento del Prc e assieme ai renziani. «Per ragioni di contenuto: nella politica dei rifiuti del governatore Rossi troviamo cose condivisibili», spiega ancora Brizzi. Motivazione che non convince le opposizioni. «Stanno scivolando verso il Pd di Renzi», commenta Ricciardi dei 5 Stelle. «Rileviamo l’anomala, ma forse non troppo, posizione del gruppo degli Arancioni che, oltre ad evidenziare in alcuni suoi componenti una netta posizione a favore dell'incenerimento dei rifiuti, sta vivendo una migrazione politica verso le posizioni renziane del Pd» – aggiunge Cavazzuti, che prosegue: «In pieno trasformismo che si definisce di centrosinistra sta alimentando e sostenendo la nascita del Partito della Nazione che nella nostra terra assume quindi colorazioni ulteriori con il chiaro obiettivo di anticipare la campagna elettorale delle prossime amministrative».
Claudio Figaia
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