Sicurezza
«Ma questo era un meeting del Pd di Bugliani»
VILLAFRANCA. È ancora polemica sui rapporti fra Gale politica, sul presunto conflitto di interessi del sindaco Novoa ed è ancora il consigliere di minoranza Roberto Malaspina a sollevare dubbi e...
VILLAFRANCA. È ancora polemica sui rapporti fra Gale politica, sul presunto conflitto di interessi del sindaco Novoa ed è ancora il consigliere di minoranza Roberto Malaspina a sollevare dubbi e contestazioni.
«Il convegno del Gal Lunigiana è un meeting del Pd di Giacomo Bugliani», dice Malaspina a proposito del meeting programmatico che si è tenuto ieri a Villafranca.
Secondo l’esponente del centrodestra, «quello che appare dalla campagna comunicativa del neo consigliere regionale del Partito democratico, è un incontro più che altro di partito, organizzato dal Pd di Giacomo Bugliani. Doveva essere un incontro senza l'egida partitica e invece Bugliani ha voluto mettere il cappello sopra un'iniziativa che doveva rimanere autonoma».
Risulta infatti certo, è ancora l’accusa di Malaspina «a che Bugliani stia dilagando negli inviti di Partito sottolineando la presenza sua assieme al "responsabile tecnico amministrativo Asse 4 Gal e sindaco di Mulazzo Claudio Novoa" fra l'altro in palese conflitto di interessi per il suo ruolo di amministratore del Gruppo di azione locale e di primo cittadino del comune lunigianese». Non solo: «Non risulta che all’iniziativa di Villafranca siano stati invitati altri consiglieri regionali, e anche gli inviti ai consiglieri comunali non allineati latitano: il sottoscritto ad esempio, non ha ricevuto comunicazione alcuna». Risulta invece – attacca il capogruppo della minoranza in consiglio comunale a Mulazzo, che «il neo-consigliere regionale, contravvenendo alla correttezza istituzionale, pubblicizzi l'evento allegando simboli del partito, immagini della sua campagna elettorale e del suo programma politico. Francamente – è il commento – una caduta di stile e una metodologia riprovevole per un politico come vorrebbe essere Bugliani. Credo che da più parti si dovrebbe sollevare un coro di protesta contro un metodo non consono alla "buona politica" e che da ora in poi si debba considerare l'organismo G.al come uno strumento del Pd per moltiplicare il consenso di alcuni di loro».
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