Il Tirreno

La Lunigiana punta tutto sul turismo sostenibile

La Lunigiana punta tutto sul turismo sostenibile

Dal trekking allo slow food e all’agricoltura, il Gal ha investito 7,2 milioni di euro Il sottosegretario Cosimo Ferri: agevolazioni fiscali per i territori montani

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VILLAFRANCA. Il salone voltato del Museo Etnografico si è gremito in occasione del convegno del Gal sul programma di sviluppo locale. Quella che si è tenuta è stata una mattinata di ascolto e di confronto che ha messo a nudo le necessità economiche della Lunigiana, evidenziando come la strada per la rinascita passi necessariamente per la valorizzazione di quelle potenzialità che, seppure sotto gli occhi di tutti, sono impiegate poco nella promozione territoriale.

L’obiettivo è rendere competitivo il marchio Lunigiana rispetto ad altre territorialità, sviluppando i valori ambientali, da porre sotto stretta sorveglianza per farli rimanere inalterati, e il turismo. Un turismo sostenibile, considerando in questo insieme gli sport che dal trekking arrivano al cicloturismo, passando per l’ippoturismo che negli ultimi anni ha raccolto un buon successo sui villeggianti. Scoprire il territorio lentamente, a piccoli passi, assaporando ogni sapore e godendo del patrimonio storico ed artistico che si interseca sul proprio percorso.

La mattinata ha messo a confronto le varie anime che compongono il territorio, mettendo in essere quella che è stata una vera propria seduta d’ascolto per progettare collegialmente il programma di sviluppo locale. Già l’anno passato il Gal è riuscito a recepire, grazie alle progettualità presentate (103 accettate su 191), contributi per 12 milioni, investendo 7,2 milioni sul territorio. «Non c’è preoccupazione per gli investimenti sul territorio – afferma Nino Folegnani – Nella scorsa programmazione solo due aziende su cento si sono ritirate, pare che l’economia si sia riavviata e con essa la fiducia degli investitori. Questa era assente nel 2013. Il Gal vuole favorire la permanenza nel territorio, facendo da sostegno alle piccole imprese dalle quali si può trarre economia ed una condizione sociale soddisfacente. Nel settore dell’agricoltura abbiamo giovani che hanno deciso di investire nel settore aprendo nuovi insediamenti sul territorio. Credo che il territorio abbia dimostrato, nelle sue varie tipologie, interesse ad una programmazione del Gal che sta partendo. Sono state individuate delle linee di intervento. Ho sentito parlare di turismo, risorsa, di ambiente e di servizi alla popolazione. Altro dato emerso è la richiesta di guardare a quei progetti unitari, più ampi, mentre il piccolo investimento lo si vede a livello aziendale senza ricadute sull’andamento generale».

Al tavolo dei relatori vi era anche il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri che ha definito la Lunigiana “una terra con grandi potenzialità”. “Non è facile - sottolinea Ferri – fare imprenditoria in Lunigiana. Dovrebbero essere create delle agevolazioni fiscali per coloro che operano in territori montani. Bisogna riuscire a forma una serie di giovani imprenditori che possano lavorare partendo dall’agricoltura e qui si inseriscono i percorsi formativi che possono permettere di creare una professionalità, coinvolgendo le scuole in questo progetto. Anche i valori culturali sono aspetti da valorizzare e sostenere, nonché legare la Costa alla Lunigiana. La sfida è di fare una progettualità multisettoriale che mandi un messaggio di unità all’ esterno. Creare un’economia sostenibile che si basi su quei valori che emergono dal territorio rappresenta il futuro economico per la Lunigiana».

La Regione ha stanziato 58 milioni di euro per quanto riguarda il Piano si Sviluppo Rurale, una somma che verrà suddivisa negli anni tra il 2014 e il 2020, continuando a perseguire un mantenimento degli investimenti a fronte degli ulteriori tagli pari a 444 milioni.

Cristiano Borghini

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