Il Tirreno

Vaccini, le scorte sono ai minimi termini

Vaccini, le scorte sono ai minimi termini

L’Asl aspetta le nuove forniture, ma garantisce: il farmaco c’è ancora, per adesso nessun paziente è stato rimandato a casa

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MASSA. Le prime parole sono di rassicurazione: i vaccini in quel di Massa Carrara non sono finiti.

Maura Pellegri, responsabile del servizio di prevenzione dell’azienda sanitaria, vuole evitare ogni allarmismo e garantisce che il farmaco ancora c’è. Ce n’è di più in Lunigiana, meno nell’area di costa, ma c’è.

Questo non significa, però, che si possano dormire sonni tranquilli perché le richieste di vaccinazioni sono costanti e se a breve non arriveranno le nuove forniture, beh c’è il rischio che alcuni appuntamenti già fissati per la vaccinazione vengano posticipati: «Le forniture - Maura Pellegri fa il punto - vengono richieste settimanalmente o mensilmente dall’azienda» e può capitare che la richiesta sia inferiore rispetto alla domanda. Magari proprio perché l’Asl non riesce a prevedere l’afflusso agli ambulatori.

«Fino ad ora - la Pellegri va al sodo - nessuno è stato mandato a casa perché il vaccino non era disponibile, anche se una carenza solo temporanea del farmaco non può essere esclusa». Carenza - ci tiene a sottolinearlo - di qualche giorno. In ogni caso, in terra apuana la corsa alla vaccinazione con tanto di fila davanti agli ambulatori, come è successo a Lucca, non si è vista: «Non ci sono state code, lo svolgimento del lavoro è stato regolare». Anche perché, nell’ambito della campagna vaccinale antimeningocco, la Asl ha risposto alla grande fin da subito con numeri che la collocano - o almeno la collocavano prima dei picchi di questi giorni - ai primissimi posti in Regione.

Il via alla campagna vaccinale è scattato lo scorso 30 marzo: dopo decine di casi di meningite da meningococco C, la Regione ha inaugurato il percorso di prevenzione. Il vaccino antimeningococco C esiste dal 2005: il bimbo viene vaccinato intorno al quindicesimo mese, comunque prima dei 24, con un richiamo poi tra i 12 e i 14 anni. Un vaccino definito tetravalente perché copre anche dai ceppi A, W, e Y. I bambini nati dopo il 2005 - a meno che i genitori abbiano deciso diversamente - sono tutti vaccinati. La Regione ha deciso quindi di fare l’appello e convocare i ragazzi tra gli 11 e i 20 anni. Insomma, nati prima del fatidico 2005. Per loro la vaccinazione è gratis. Da marzo. La gratuità è poi stata estesa e adesso possono vaccinarsi senza pagare tutte le persone fino al quarantecinquesimo anno di età. La vaccinazione è gratuita per tutti, senza limitazione di età, nella Asl Toscana Centro (che non include Massa Carrara) dove i casi sono stati numerosi e concentrati.

Chi nell’Asl Toscana centro non ci vive, ma ha superato i 45 anni, può comunque vaccinarsi ma deve pagare un ticket di 58 euro. Cifra che a breve - garantisce la Regione - sarà ridotta: l’assessore regionale Stefania Saccardi ha infatti incontrato il ministro della Sanità. E Roma ha assicurato collaborazione per le forniture e contenimento dei costi.

Il vaccino può essere somministrato anche dai medici di base e dai pediatri: «Dei 21 pediatri in provincia - spiegava qualche giorno fa la dottoressa Rosa Luzzoli, medico di igiene e salute pubblica - tutti hanno aderito e da giugno molti hanno vaccinato i pazienti evitando loro di raggiungere gli ambulatori dell'Asl. Lo stesso hanno fatto anche molti medici di famiglia: dei 152 che esercitano in provincia, 98 hanno garantito la loro adesione». Ai medici viene fornito il vaccino da Asl, ma può essere il paziente - se decide di velocizzare i tempi - ad acquistarlo in farmacia. Deve esibire la prescrizione del curante con l’indicazione del farmaco esatto (si tratta di un vaccino tetravalente che copre dai ceppi A,C, W e Y). Il costo del farmaco, indipendentemente dal reddito e dall’età del paziente, è di circa 97 euro.

Chiara Sillicani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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