Sicurezza
Insulti al capo dei vigili giovane finisce a processo
I fatti risalgono a circa un anno fa quando a palazzo civico era in programma un consiglio comunale a cui partecipava una folta rappresentanza di cittadini. Fra queste il giovane in questione che con una multa in mano inveiva contro il Comune e contro i vigili urbani.
MASSA. L’offesa arrivò urlata, davanti a decine e decine di persone. Impossibile fare finta di nulla. E così quello che poteva essere uno dei tanti episodi di “scontro” fra agenti di polizia municipale e cittadini destinati a non avere conseguenze, è invece finito davanti al giudice. Con un processo a carico di un giovane massese di 23 anni, imputato di ingiurie nei confronti di Santo Tavella, comandante del corpo dela polizia municpale di Massa.
I fatti risalgono a circa un anno fa quando a palazzo civico era in programma un consiglio comunale a cui partecipava una folta rappresentanza di cittadini. Giù nell’atrio, all’esterno del palazzo, in attesa dell’inizio del consiglio comunale c’erano parecchie persone. Fra queste il giovane in questione che con una multa in mano inveiva contro il Comune e contro i vigili urbani. Il dottor Tavella gli si avvicina, si qualifica e gli chiede conto del suo comportamento e delle ragioni del suo malcontento. Quello, in tutta risposta, lo insulta dicendo di ficcarsi la multa in un certo posto. La scena attrira l’attenzione delle decine di persone presenti sotto il municipio e anche degli agenti di pllizia in servizio di ordine pubblico. Il comandante, è emerso nell’udienza di ieri del processo, avrebbe voluto chiudere un occhio e soprassedere, ma la “pubblicità” dell’offesa al corpo della polizia municipale – gridata davanti a decine e decine di cittadini – lo ha indotto a denunciare il giovane, che è stato individuato e rintracciato tramite gli estremi riportati nella multe che gli era stata comminata.
La vicenda processuale, tuttavia, potrebbe chiudersi senza una sentenza ma con un accordo tra le parti. Il giudice Alessandro Trinci pereme in questa direzione e, nell’udienza di ieri mattina, l’avvocata Michela Poletti, che difende il giovane ha proposto un accordo extragiudiziale. Ossia un risarcimento pecuniario per l’offesa. Offrendo una cifra attorno ai 200 euro. La parte civile ha accolto la proposta di risarcimento, ma ha ritenuto troppo bassa la somma offerta. La prossima udienza servirà, probabilmente a trovare un accordo e a chiudere il caso.
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