Sicurezza
Erosione, ex colonie a rischio
Durante la mareggiata le onde sono arrivate sui viali. Il vicesindacoBerti si appella alla Regione, responsabile dei lavori sulla costa: "Alcune zone non possono aspettare la progettazione, servono interventi d’urgenza"
MASSA. «L’amministrazione condivide le preoccupazioni dei balneari, perché dopo una mareggiate emerge ancora tutta la fragilità della costa. E siamo disposti a collaborare con la Regione affinché individui interventi d’urgenza nei tratti più critici». Il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Uilian Berti, parla di “collaborazione” nella lotta all’erosione. Dal primo gennaio, infatti, tutte le competenze in materia sono passate alla Regione: sarà quindi Firenze a occuparsi della progettazione dei due tratti di costa massese ancora da “sistemare”, ossia quella a nord del Frigido fino alla foce del Lavello, per anni bloccato dal Sin, poi Sir, poi nulla; e quella a sud di Poveromo fino alla foce del Versilia. Non a caso le due zone messe in ginocchio dalla mareggiata di mercoledì: da una parte le onde hanno divorato trenta metri di spiaggia, dall’altra sono arrivate a sfiorare le ex colonie. «Da una parte mancano i pennelli, dall’altra ci sono le vecchie scogliere che non reggono più», chiarisce il vicesindaco, che aggiunge: «È qui, che bisognerebbe intervenire in urgenza».
Uno dei prossimi appuntamenti con al centro proprio il tema erosione è quello che prenderà vita martedì prossimo al Genio civile di Pisa, in cui l’amministrazione comunale incontrerà, oltre ai vari tecnici, anche i due “supervisori” della provincia: il responsabile del genio civile Toscana Nord, Enrico Bartoletti, e il responsabile del settore Genio civile Valdarno inferiore e costa, Francesco Pistone, rispettivamente responsabile degli interventi e della progettazione sulla costa.
Intanto sul litorale apuano vanno avanti altri progetti. Primo fra tutti il dragaggio al porto: un intervento da 12 milioni di euro, con cui 2 milioni di tonnellate di sabbia verranno rimosse dall’imbocco del porto e portate davanti alle spiagge di Marina di Massa. Un’operazione contestata dai Paladini apuoversiliesi, gli stessi che lo scorso anno, insieme ad altre associazioni, presentarono un esposto in procura con tanto di dossier contenente analisi e studi sul fenomeno erosione ma pure sui fallimenti, i ritardi e gli intoppi del maxi intervento a difesa della costa ancora in corso.
«Siamo sempre preoccupati davanti a qualunque opera a mare di per sé capace di portare erosione, in assenza di uno studio approfondito del problema a livello comprensoriale - commenta la presidentessa dei paladini, Orietta Colacicco - Un intervento locale, un pennello, come è già accaduto più volte, può ripascere in loco, spostando l'erosione a sud. Nel caso specifico del waterfront, relativamente alle opere propedeutiche ai lavori di ampliamento del porto, la preoccupazione è ancora maggiore, perché sorge la domanda: l’erosione potrebbe addirittura coinvolgere la parte ligure, già in sofferenza?».
È quello, d’altronde, che si stanno chiedendo molti balneari liguri che hanno contattato i paladini. «Né si può capire - continua la presidentessa - perché procedere senza il conforto dello studio comprensoriale, visto che tale studio è finalmente in essere e dopo quindici anni di sensibilizzazione sul problema da parte dei paladini, essi stessi sono stati chiamati a partecipare. Grazie anche all’interessamento della Provincia e dell’Università di Pisa si è inserita nel progetto europeo transfrontaliero sull’erosione costiera e presentato dalla Regione Sardegna come capofila».
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