Il Tirreno

una guerra giudiziaria

Calunnia, prosciolto Simoncini

Calunnia, prosciolto Simoncini

Ad accusarlo tre dipendenti a loro volta denunciati dall’ex sindaco

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AULLA. “Pari e patta” fra l’ex sindaco Roberto Simoncini e tre funzionari comunali. Lui li aveva denunciati e portati in tribunale per assenteismo. Loro, dopo essere stati assolti con formula piena, lo avevano a loro volta portato davanti a un giudice con l’accusa di calunnia.

Ma per l’ex primo cittadino non ci sarà processo: ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare Ermanno De Mattia ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio sostenuta dal procuratore capo Aldo Giubilaro e ha prosciolto Simoncini dalle accuse chiudendo così questa guerra giudiziaria tutta aullese iniziata il 23 ottobre 2013. Il giorno in cui Simoncini veniva sfiduciato dal consiglio comunale e lasciava la poltrona di sindaco, ma anche il giorno in cui lo stesso Simoncini presentava in procura un esposto in cui accusava i dipendenti comunali Franco Testa, Mauro Marcelli e Franco Moretti del reato di truffa aggravata per avere, in sostanza, timbrato il cartellino e poi essersi allontanati dall’ufficio. I tre vennero prosciolti dal gup Antonia Aracri con formula piena nell’ottobre 2014. Il giorno successivo denunciarono a loro volta Roberto Simoncini per calunnia: a loro avviso l’ex sindaco li aveva incolpati pur sapendoli innocenti.

Si arriva dunque alla camera di consiglio di ieri, con Simoncini difeso dagli avvocati Giovanna Daniele e Mirco Battaglini, le parti civili (cioè Marcelli, Testa e Martelli) rappresentate dagli avvocati Gianluca Carabelli e Maria Grazia Menozzi e la pubblica accusa sostenuta dal procuratore Giubilaro. Il quale insiste per il rinvio a giudizio adombrando, fra l’altro, che nella denuncia di Simoncini è possibile intravedere una componente di rivalsa a sfondo politico. La moglie e la compagna di Marcelli e Testa sedevano infatti (sui banchi di maggioranza) nel consiglio comunale che aveva appena votato la sfiducia al sindaco. Simoncini, dunque, potrebbe avere agito “per vendetta”. La difesa dell’ex sindaco, invbece, ha puntato sull’assenza dell’elemento psicologico del reato, ossia sul fatto che Simoncini si è limitato a fare una denuncia senza fare accertamenti sull’ effettivo assenteismo dei dipedenti ma solo sulla base di segnalazioni. In altre parole: non li ha incolpati pur sapendo che n on avevano commesso quel fatto.

Il giudice De Mattia ha, alla fine, accolto le tesi della difesa e disposto il prosciolgimento dell’ex primo cittadino.

Roberto Simoncini, Franco Testa e Mauro Marcelli si ritroveranno, cinunque in tribunale. Stavolta dalla stessa parte: come coimputati nel processo per la tragica alluvione di Aulla dell’ottobre 2011. Simoncini, inoltre, è stato rinviato a giudizio per peculato e falso in relazione a una vicenda di rimborsi spese gonfiati.

Claudio Figaia

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di Redazione web