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l’inchiesta si allunga

Alluvione, slitta la perizia sull’argine del Carrione

Alluvione, slitta la perizia sull’argine del Carrione

CARRARA. Si allungano ancora i tempi per il processo sul crollo dell’argine del Carrione che provocò la disastrosa alluvione di Marina di Carrara del 5 novembre 2014. Ieri mattina doveva essere...

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CARRARA. Si allungano ancora i tempi per il processo sul crollo dell’argine del Carrione che provocò la disastrosa alluvione di Marina di Carrara del 5 novembre 2014. Ieri mattina doveva essere consegnata al giudice per le udienzed preliminari Ermanno De Mattia e alle parti la relazione il professor Maurizio Rosso dell’Università di Torino, incaricato dalla procura di redigere una perizia sul tratto di argine destro del torrente che aveva retto alla furia del Carrione e non era crollato. Un incidente probatorio chiesto dalla procura per avere in mano elementi più precisi sulla dinamica e le cause del disastro.

Il professor Rosso, che già ha fornito la sua consulenza tecnica – su incarico del giudice per le udienze preliminari – sulla parte di argine crollato (giungendo a conclusioni impietose), ha però chiesto tempo per completare il suo lavoro. Il gup ha concesso la proroga richiesta e ha rinviato l’udienza al 3 maggio prossimo per consentire all’esperto di condurre a termine la sua analisi.

A un anno e quattro mesi dal cedimento dell’argine, dunque, un altro rinvio e altri tre mesi di attesa (almeno) per l’avvio del processo sulle responsabilità del crollo di quel tratto del muro di contenimento del Carrione che – ricordiamo – era stato costruito nel 2007 (non cent’anni prima) e certificato nel 2009, ma che si sbriciolò sotto la pressione della piena generando danni complessivi stimati attorno ai 100 milioni di euro.

Iscritti al registro degli indagati dal procuratore capo Aldo Giubilaro, che coordina l’inchiesta con il supporto di un pool di periti sono: il dirigente della Provincia Gianluca Barbieri, la responsabile del servizio patrimonio dell’ente, Marina Rossella Tongiani; l’ex dirigente alla difesa del suolo Giovanni Menna, il titolare della ditta costruttrice dell’argine Elios srl di Aulla, Diego Tognini; il geometra Giulio Alberti, direttore tecnico del cantiere dove avvenne il crollo, il progettista dell’opera. E ancora: Franco Del Mancino, progettista e direttore dei lavori dell’argine, cioè colui che lo ha certificato e Stefano Michela, ex dirigente alla difesa del suolo della Provincia, colui che - secondo l’accusa - alle svariate segnalazioni di infiltrazioni nell’argine aveva assicurato che «la problematica segnalata non risulta presentare criticità di tipo strutturale». Sono tutti accusati di inondazione colposa.(c.f.)

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