Sicurezza
Il mare si porta via 30 metri di spiaggia
A Bondano e Casone l’acqua lascia un tappeto di detriti in strada. Poveromo ko: sulla riva scalini da 80 centimetri
MASSA. La sintesi è presto fatta: reggono i tratti in cui le opere di difesa ci sono. Gli altri si piegano sotto la forza del vento e l’irruenza delle onde.
La mareggiata di questi giorni mette ko le zone più fragili del litorale, quelle più “scoperte”: Partaccia è in ginocchio. Nel tratto dal Frigido al Lavello il mare la fa da padrone, conquista la strada, raggiunge il cancello delle colonie, lascia sul viale interno, parallelo a via delle Pinete, un tappeto di detriti. Tanto che l’amministrazione corre ai ripari e chiude la strada. È un film già andato in onda: Ivo Zaccagna, presidente del comitato alluvionati della zona, lo definisce una vera soap opera. È lui a sottolineare che dalla mareggiata dell’11 gennaio, nonostante le continue richieste, nulla è cambiato: «Per quanto ancora dovremo essere spettatori di questa ormai scontata scena? - è lo sfogo del presidente - Non abbiamo chiesto nulla di enorme, nulla di difficile da realizzare. Abbiamo chiesto quello che in una normale città a vocazione turistica che ambisce alla Bandiera Blu, già dovrebbe esistere: un marciapiedi». Per consentire ai cittadini di percorrere il viale che fiancheggia le colonie, diventato ormai feudo del mare. Poi Zaccagna ricorda che recentemente la Regione, in sede di tavolo istituzionale, si è fatta avanti e ha scelto un suo tecnico per “pilotare” i lavori nel tratto di litorale tra Frigido e Lavello. Insomma, l’attenzione è alta, ma c’è da sbrigarsi: «Bisogna aspettare l’estate - conclude Zaccagna - per sentire i tanti scontati e comprensibili disappunti dei turisti ?».
Se la passa male Partaccia, ma i segnali di un profondo malessere arrivano anche da Poveromo. Lì - i balneari lo dicono da tempo - si sente l’assenza delle opere di difesa che, dal Frigido, si interrompono all’altezza dello stabilimento Sport e Natura.
Luca Martini, titolare del bagno Henderson, proprio a Poveromo, e presidente della Compagnia del mare, lascia parlare i numeri: «Le onde si sono portate via 30 metri di arenile, hanno creato scalini di 80 centimetri». Qualcuno aveva alzato dune a difesa delle cabine a 25-28 metri dalla riva, bene, quelle dune in molti bagni non ci sono più. Le onde, così alte da raggiungere e superare il pontile, a Poveromo non trovano ostacoli, aggrediscono e mordono il litorale.(c.s.)
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