Il Tirreno

Progetto Carrara, causa di lavoro da mezzo milione di euro

di Cinzia Chiappini
Progetto Carrara, causa di lavoro da mezzo milione di euro

Un geometra sostiene di essere stato dequalificato dal suo ruolo e presenta il conto alla partecipata L’avvocato Claudio Lalli: il mio assistito ha subito un danno permanente di natura psicologica

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CARRARA. Un geometra alle dipendenze di Progetto Carrara presenta alla municipalizzata una richiesta danni da 500 mila euro: «Mi avete dequalificato» accusa il lavoratore, che denuncia danni psicologici permanenti. Nuovi guai per Progetto Carrara la municipalizzata più discussa del Comune di Carrara. Alle già numerose “magagne” cui deve far fronte la spa, e con essa il suo azionista di riferimento ovvero il municipio, si aggiunge il contenzioso sollevato da un dipendente che potrebbe risultare davvero salato per le già compromesse casse della municipalizzata. Ma di cosa si tratta? A spiegarlo è il legale del dipendente che ha fatto causa a Progetto Carrara, l’avvocato Claudio Lalli: «È una richiesta di risarcimento del danno che sfiora i 500 mila euro». Il dipendente della municipalizzata, un geometra, si è rivolto al legale perché avrebbe subito, ormai da 5-6 anni a questa parte, una progressiva e inesorabile riduzione delle sue mansioni. In termini legali, spiega l’avvocato Lalli, questo fenomeno si chiama dequalificazione e nel caso specifico avrebbe comportato per il lavoratore danni di duplice natura, psicologica e professionale. «Il mio assistito è un geometra che svolgeva mansioni apicali. Non era un dirigente ma gli venivano affidati compiti importanti. Nel tempo però si è visto privare degli incarichi più rilevanti subendo appunto una dequalificazione» precisa il legale. Insomma Progetto Carrara avrebbe portato questo suo dipendente “dalle stelle alle stalle”, riducendogli progressivamente il lavoro sia in termini quantitativi che qualitativi. «Io ti pago ma non ti faccio fare nulla» sintetizza l’avvocato Lalli, precisando che questa “dequalificazione” ha prodotto conseguenze permanenti sul suo assistito. «In primo luogo c’è stato un danno che ha provocato una lesione permanente dello stato psicofisico di questo lavoratore. Che dal punto di vista legale vale esattamente quanto un infortunio fisico. Il mio assistito presenta un danno permanente di natura psicologica comprovato dalla una perizia di una psicopatologa forense» precisa il legale, spiegando che non si tratta affatto di un caso straordinario. «La dequalificazione è una tipologia di mobbing. Si tratta di fenomeni che derivano da un’attività aggressiva o illegale da parte del datore di lavoro» prosegue l’avvocato elencando i “sintomi” che possono derivare dal trauma subito sul posto di lavoro. «Non si dorme più, c’è uno stato di agitazione, di isolamento dalla famiglia, una condizione di depressione quindi un danno permanente alla stabilità psicofisica della persona che è risarcibile al pari di un danno fisico» aggiunge il legale. Ma le conseguenze della dequalificazione che questo lavoratore di Progetto Carrara avrebbe subito per mano della società non si sarebbero limitate alla sola sfera “psicologica”: «L’altro danno risarcibile è quello che riguarda la professionalità di questo dipendente demansionato. Ha perso le prospettive di carriera e ha visto ledere la sua immagine rispetto a colleghi e collaboratori» spiega ancora l’avvocato. Il tutto, conclude Claudio Lalli, in una vicenda che ha preso forma e si è sviluppata nel corso degli ultimi 5-6 anni e che avrebbe dunque esposto questo geometra di Progetto Carrara a un logorio lungo ed estenuante. Di qui il conto, decisamente salato, presentato dal dipendente a Progetto Carrara: una richiesta di risarcimento che sfiora i 500 mila euro e che, se fosse accolta, non potrebbe che complicare ulteriormente i conti della municipalizzata già ampiamente in rosso. A portare il caso alla ribalta dell’opinione pubblica era stata Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune) che aveva presentato un’interrogazione all’amministrazione in occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale. «In pratica non ho avuto risposta» ricorda l’esponente della minoranza, accusando l’assessore alle Partecipate Giuseppina Andreazzoli di essere stata decisamente evasiva. La prima udienza del processo si terrà tra meno di un mese. Intanto sia i vertici di Progetto Carrara, sia quelli dell’amministrazione comunale, non si sbilanciano. «Risponderemo alle accuse facendo opposizione in tribunale» si è limitato a dichiarare l’amministratore unico della spa Giorgio Dell’Amico. Altrettanto laconica l’assessore Andreazzoli: «Prendiamo atto di quanto sta succedendo ma non entriamo nel merito di ciò che è stato richiesto alla società» questo il suo commento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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