Sicurezza
Le cifre: un conto da oltre 150 milioni
A tanto ammontano le cartelle che dovranno versare, e in parte hanno già sborsato, gli imprenditori
CARRARA. Un conto a più zero. Oltre centocinquanta milioni di euro. A tanto ammontano le contestazioni avanzate dalla Guardia di Finanza e che ora gli imprenditori finiti nel mirino per il “nero” alle cave, devono versare nelle casse dell’Agenzia delle entrate.
Un conto esorbitante, messo nero su bianco nella contestazione fatta pervenire in azienda alcuni giorni fa, che sarebbe maturata nell’ambito delle indagini della Guardia di Finanza.
Le Fiamme Gialle sarebbero arrivate a stimare la somma record di oltre 150 milioni di euro dai calcoli effettuati sulla base della presunta evasione - con tanto di cifre a cui veniva venduto il marmo - emersa da quattro mesi di intercettazioni telefoniche.
Proprio quelle conversazioni finite al centro delle indagini, da cui sarebbe emerso un sistema di nero che la Finanza è riuscita poi a quantificare e, subito dopo, provvedendo a mandare gli accertamenti. O meglio le contestazioni.
Alcuni degli imprenditori hanno già sborsato, o meglio onorato la contestazione ricevuta dalle Fiamme Gialle. In molti casi si è trattato di somme non troppo consistenti e, questo è bene precisarlo, sempre definite, anche in caso di patteggiamento, senza scendere al ribasso.
Per chi ha avuto una “cartella” riparatoria più alta, si parla anche di 60 milioni di presunta evasione contestati a una sola ditta, i conti non sono stati ancora fatti. O meglio sarebbero stati versate le somme per due anni di contestazioni e si parla di alcune decine di milioni.
Si tratta, dunque, di una partita che alla fine dovrebbe rimpinguare, e di parecchio le casse dell’Agenzia delle Entrate.
Certo ci sono anche le aziende si sono opposte alle contestazioni e per loro il percorso sarà diverso, nel senso che ci saranno i tempi necessari dal contenzioso avviato dagli stessi imprenditori con il fisco.
La cosa che resta, al di là di come si concluderanno alcune delle “pratiche” aperte fra imprenditori del monte e del piano e fisco, è una somma record che si prepara ad entrare nelle casse dell’Agenzia delle Entrate alla luce di quanto emerso sempre nell’ambito delle indagini sul “nero alle cave” che hanno passato al setaccio il mondo delle cave.
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