Il dolore
Ospedale Apuane, ancora guerra delle rimozioni di auto
Proteste contro il carroattrezzi. Simuove la politica: prima Stefano Caruso (Italia Unica), poi Stefano Benedetti (Forza Italia). Anche i sindacati con la Uil denunciano illeciti. Ma la ditta chiarisce: "Gli accordi con Asl sono questi"
MASSA. La convenzione esiste dal 2006 e porta la firma dell’Asl e di Giovanni Palla. E riguarda tutte le aree di sosta di proprietà dell’azienda sanitaria. In quelle aree, private ma ad uso pubblico, i vigili non sono autorizzati ad andare, così a disciplinare la sosta pensa l’azienda sanitaria. Lo fa soltanto nei casi in cui le auto impediscano accesso e manovre ai mezzi di soccorso. La convenzione valeva quindi per i vecchi ospedali, vale oggi per i distretti e gli uffici sanitari, ma soprattutto vale - e qui arriviamo al nocciolo della questione - per il nuovo ospedale. Nocciolo della questione perché se prima il fenomeno rimozione era molto contenuto, con l’apertura in viale Mattei si intensifica e capire il perché è semplice: lì il posteggio si paga e i cittadini tentano ogni strada pur di evitare il ticket. L’Asl, appena si rende conto che i mezzi finiscono su marciapiedi e aiuole, “rispolvera” la convenzione e chiama il carroattrezzi.
E arrivano i problemi perché sorgono casistiche particolari che accendono il dibattito. La mela della discordia è il diritto di chiamata: Giovanni Palla arriva al Noa e se l’automobilista è già in macchina, pronto a spostare la vettura, la rimozione non scatta, ma scatta il diritto di chiamata: il titolare della ditta fattura, per circa 41 euro (Iva inclusa), al cittadino. Scoppia il caos con tanto di post su Facebook, polemiche per sospette multe all’ospedale, l’accusa all’Asl di far pagare al paziente quello che dovrebbe pagare lei (perchè è lei che ha chiamato il carro attrezzi). Non solo: qualcuno accusa lo stesso Palla di sostare nelle vicinanze dell’ospedale, pronto ad intervenire riducendo le spese per lo spostamento, ma assicurandosi entrate “facili” con il diritto di chiamata. Accusa che il carrozziere respinge al mittente: «Sono illazioni a cui non do conto, mi muovo quando mi chiamano e affronto spese per il trasporto, il gasolio, il consumo mezzi. Io non lavoro solo per Asl e quando ricevo la chiamata sono spesso impegnato altrove».
Si muove la politica: prima Stefano Caruso (Italia Unica), poi Stefano Benedetti (Forza Italia). Scendono in campo anche i sindacati con la Uil pronta a denunciare in caso di illeciti. Un vero e proprio caos. Su cui l’azienda sanitaria e la ditta incaricata delle rimozioni non hanno proprio la stessa prospettiva. L’Asl premette ad ogni osservazione che «le convenzioni operano nel rispetto della vigente normativa in materia di violazione al codice della strada ed in materia di rispetto della privacy». Non solo, la direzione di presidio assicura che «ogni volta in cui non sia stato possibile differire la rimozione, la direzione, previo avviso in filo diffusione, ha dato seguito al provvedimento estremo attivando la ditta». Insomma, prima avviso, poi rimozione e solo se la macchina ostacola i mezzi di soccorso o impedisce la viabilità interna.
Poi due precisazioni sulla ditta: «Gestisce anche il deposito giudiziario; alla stessa si rivolgono anche le diverse forze di polizia. A seguito delle segnalazioni pervenute, il titolare della ditta di rimozione è stato subito richiamato ad espletare il servizio attenendosi scrupolosamente al rispetto di quanto disciplinato in convenzione, ovvero limitandosi strettamente alla rimozione dei veicoli posizionati fuori dagli stalli; è stato categoricamente vietato effettuare scatti fotografici». Neanche un accenno al diritto di chiamata anche se Asl lascia intendere che non dovrebbe essere addebitato, cosa che manda su tutte le furie Giovanni Palla: «Il diritto è previsto dalla normativa in materia. Io rilascio regolare fattura, chi non vuol pagare, non lo faccia; valuteremo poi la decisione nelle sedi appportune, ma non sono pronto a tollerare la diffamazione su Internet di cui sono stato vittima. Ho già predisposto le denunce. Io non multo nessuno, emetto - ribadisce - regolare fattura. La chiamata la fa Asl e addebito ad Asl solo nel caso il mezzo non sia più posteggiato». Altrimenti con quell’addebito deve fare i conti l’automobilista.
E sulle foto, Palla taglia corto: «Le faccio per documentare lo stato dell’auto al momento della rimozione ed evitare contestazioni su eventuali danni. Al ritiro della vettura dal deposito, vengono distrutte». Insomma, ditta e Asl non fanno proprio fronte comune. Con il rischio che il cerino in mano rimanga al cittadino.
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