Il Tirreno

Corteo anti-Pd, tre condanne

Corteo anti-Pd, tre condanne

I militanti dell’ultrasinistra erano in piazza senza permesso e con fumogeni

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MASSA. Erano scesi in piazza per protestare contro il Jobs Act, proprio mentre il Governo Renzi chiedeva, e otteneva, la fiducia in Senato. Un presidio che si è trasformato in un corteo, che si è trasformato poi a sua volta in un’occupazione simbolica della sede del Pd in via Dante. E nel mezzo cori e fumogeni. Adesso per quei fatti tre militanti di sinistra hanno ricevuto un decreto penale di condanna. Sono accusati a vario titolo di manifestazione non autorizzata, accensioni e esplosioni pericolose e lancio di oggetti. Con pene che arrivano a dieci giorni di reclusione commutabili in una multa fino a 2.500 euro. I militanti hanno già fatto sapere però di voler fare ricorso, con testimoni che dimostrino che non c’è stato alcun lancio di oggetti.

I fatti risalgono al 3 dicembre del 2014. Proprio mentre il Governo, con 166 sì, 112 no e un astenuto approvava in terza lettura la delega per la riforma del mercato del lavoro nella stessa versione licenziata dalla Camera, lavoratori, studenti, precari e disoccupati, dietro la “bandiera” della “Rete per il conflitto sociale e lavorativo”, scesero in piazza per protestare contro la riforma del lavoro. Come in molte altre piazze di Italia, a Massa una quarantina di manifestanti hanno prima presidiato l'atrio del Comune, un luogo non scelto a caso, dissero poi gli attivisti, dal momento che il padrone di casa, il sindaco, Alessandro Volpi, si era appena iscritto al partito che stava approvando la riforma: il Pd. Poi si sono spostati in corteo proprio sotto la sede del partito democratico in via Dante, nel pieno centro cittadino. Lì è stato srotolato uno striscione e “occupato” per qualche minuto l'ingresso della sede. Sono partiti insulti contro gli esponenti dem, barricati dentro la sede. E poi ancora fumogeni e grida. Pochi minuti sotto la sede del Pd, poi il corteo è ripartito per tornare al punto di partenza, il Comune, dove presidio si è sciolto. Un’ora, nemmeno, che è costata una condanna. «Occupammo simbolicamente assieme a lavoratori e lavoratrici - scrive in una nota la Casa Rossa che aveva aderito al corteo - Era la nostra maniera di individuare la responsabilità politica di coloro che avrebbero definitivamente distrutto i diritti del mondo del lavoro». E intanto annunciano anche un corteo che prenderà vita sabato prossimo con al cento tutti i temi delle lotte sociali: lavoro, sanità, casa, diritti, antifascimo.

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