Sicurezza
Parroco a luci rosse, nuovo video delle Iene
Dopo la messa in onda il servizio è stato caricato sul web e poi rimosso per ore. Il sacerdote non ha più incarichi e sostiene che i soldi spesi sono tutti suoi
MASSA. «Sì, quando è venuto fuori il patatrac io gli ho detto “Eh, ora lasci la parrocchia e si vede un pochino come sistemare le cose”...No, con lui non è un discorso di protezione, non lo stiamo proteggendo. È di eventuale recupero, questo lo devo sperare... E i soldi dei parrocchiani? No, quelli non c’è speranza di recuperarli». Il vescovo Giovanni Santucci risponde alle domande delle Iene sul caso del parroco della diocesi di Massa Carrara che si spacciava per un giudice, facendo la bella vita tra escort, hotel di lusso e cocaina, con i soldi dei parrocchiani. Il video, caricato nel sito internet della trasmissione poco dopo la messa in onda, è stato rimosso in una manciata di ore dal web. Nessuna traccia nel sito, nessuna traccia su youtube. Sparito, fino a sera, quando poi è riapparso.
Il caso scoppiò l’estate scorsa, quando un 34enne napoletano scrisse ai quotidiani per raccontare l’accaduto. Raccontò di essere un accompagnatore, di aver fatto sesso più volte con l’uomo che si spacciava appunto per un giudice, e di aver fatto festini, con lui, negli alberghi lussuosi di Napoli a base di coca, alcol, aragoste e tartufo. Con l’aggiunta di costosissimi regali: borse, scarpe, gioielli e chi più ne ha più ne metta. E non era nemmeno l’unico. «Tutto con i soldi ereditati dalla mia famiglia», disse all’epoca il parroco davanti alle telecamere delle Iene. «Una famiglia povera la mia, sì», aggiunse dopo, smentendosi. E all’epoca l’uomo di chiesa promise anche alle Iene che avrebbe portato le prove che quei soldi erano proprio suoi.
Ma nulla, a nove mesi di distanza, di lui nessuna notizia. Così le Iene sono tornate a cercarlo, questa volta direttamente a Massa, scoprendo che il parroco, dopo il fattaccio, non è stato denunciato ma non ha più incarichi. Prima ha alloggiato a Casa Faci, a spese della curia, e adesso vive in una casa acquistata dalla diocesi stessa. Questo perlomeno è quanto emerge dal video delle Iene, non smentito dal vescovo.
E poi saltano fuori tristi dettagli di questa vicenda. Saltano fuori le storie di parrocchiani a cui “don Euro”, così è stato ribattezzato (non avendo denunce a carico omettiamo il nome ndr), ha venduto bottigliette di acqua santa a 15 euro spacciandola per acqua miracolosa di Medjugorje. O di altri a cui l’uomo andava a chiedere quotidianamente soldi per inesistenti parrocchiani malati che dovevano curarsi in Francia. O ancora di altri poveri fedeli che avevano bisogno di soldi per pagare bollette della luce da 21mila euro. Anche l’indulgenza poi aveva un costo, e in confessionale il parroco chiedeva soldi per il perdono di dio. Don Euro aveva addirittura messo a bilancio 3000 euro di spesa per il coro, quando in realtà la parrocchia non ha mai speso un centesimo per le coriste. «Eravamo volontarie - racconta una di loro alle Iene, sotto i pixel del video - e quando lo abbiamo scoperto ce ne siamo andate. Anche il consiglio economico della parrocchia si è dimesso in massa. Il vescovo doveva mandare un economo...No, non lo ha mandato».
La fantasia, con allegata cattiveria, non ha avuto limiti. Ed è stata seguita dalla fiducia di parrocchiani che si sono svuotati le tasche, pur di fare un gesto di fede. E vai ogni volta di donazioni da centinaia di euro: 500, 600, 800. C’è chi addirittura ha tirato fuori migliaia e migliaia di euro per i fantomatici bisognosi di don Euro. Ma il bisognoso, a quanto pare, era solamente uno.
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