Il Tirreno

Mense a scuola, il Comune non si fa pagare

Mense a scuola, il Comune non si fa pagare

I genitori dell’infanzia aspettano da settembre i bollettini per il versamento. Ora temono il salasso

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MASSA. È davvero strano: gli enti locali piangono miseria, faticano a tirare avanti, contano su trasferimenti statali sempre più ridotti. Eppure quando si tratta di incassare se la prendono con calma.

O almeno è così a Massa dove da cinque mesi i genitori attendono di pagare la mensa scolastica dei figli. Sì perché i bambini a scuola ci vanno, tra i banchi mangiano, ma di bollettini nella cassetta della posta non si è vista neppure l’ombra. Il costo del servizio è definito su base reddituale, dall’esenzione totale ai 4 euro a pasto per famiglie con Isee tra i 5 e i 10.000 euro fino ad massimo di 6.9 euro per chi l’Isee non l’ha presentato. In ogni caso, prendendo i 4 euro come cifra base, un mese di scuola significa una spesa di 80 euro circa che moltiplicata per 5 mesi si traduce in un esborso di 400 euro a studente. Tanti soldi che mancano ancora nelle casse del Comune, tanti soldi da tirar fuori tutti insieme per una famiglia. Non a caso i genitori hanno più volte manifestato la loro preoccupazione: lo scorso anno i bollettini arrivarono a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, con scadenze ravvicinate. Alcuni finirono in cassetta già scaduti. E per molte famiglie, alcune con più di un figlio, sborsare centinaia di euro non è certo un gioco da ragazzi.

L’amministrazione il mese scorso ha spiegato che il ritardo è dovuto a cambiamenti nelle procedure e ha ricordato che per quest’anno scolastico è stato consentito di presentare il modello Isee (in base a cui definire gli importi) fino agli ultimi giorni di novembre. L’assessore Giovanni Rutili, con delega alle finanze, ha ribadito più volte che il salasso non ci sarà e non soltanto perché gli uffici si impegneranno ad evitare scadenze ravvicinate, ma anche perché sarà consentito alle famiglie di pagare con calma e non scatterà alcuna sanzione per i pagamenti effettuati con qualche giorno di ritardo.

Del resto i bollettini che finiscono in cassetta sono avvisi di pagamento e la sanzione può seguire soltanto alla raccomandata(in caso l’avviso sia rimasto inevaso). In ogni caso, mamme e papà contano in una soluzione rapida per evitare di dover fare i conti con centinaia di euro da versare al Comune per i pasti a scuola dei bambini.(c.s.)

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