Sicurezza
Porto, due milioni di tonnellate di sabbia per il ripascimento di Marina di Massa
Per il dragaggio ci sono 12 milioni di euro già stanziati. Francesco Messineo: " E' un tipo di interventi che in altre parti d’Europa e del mondo viene praticato da tempo ma che qui ha incontrato forti resistenze oltre che il problema della classificazione Sin"
CARRARA. C’è un futuro per un porto che in cinque anni ha perso il 40% dei suoi traffici? Come salvare la ricchezza e i posti di lavoro che esso, comunque, oggi garantisce? E come rilanciarlo? È su questi temi che si è imperniato il convegno organizzato nella sede dell’Autorità Portuale dalla Filt Cisl. Sindaci e parlamentari, addetti ai lavori, sindacalisti e politici hanno riempito la sala per questo appuntamento dove non si respirava certo un’aria di ottimismo, soprattutto dopo la decisione del governo di accorpare l’Autorità portuale di Marina con quella della Spezia.
Per l’ingegner Francesco Messineo, presidente dell’Autorità portuale di Marina, però, il porto ha potenzialità inespresse che possono farlo di nuovo crescere. «Abbiamo una logistica invidiabile, siamo vicini all’autostrada, c’è la linea ferroviaria tirrenica a un passo». Carte forti da giocare sul piano della competitività, dell’attrazione di linee di navi da crociera e nuovi traffici commerciali. Ma bisogna anche investire in infrastrutture, dice Messineo. Potenziando il raccordo ferroviario, si parla di un progetto per triplicare i binari (oggi ce n’è uno) da 2 milioni di euro. E c’è da fare partire il dragaggio dei fondali, operazione già “cantierabile”, che dovrebbe partire entro pochi mesi e consentire così l’accosto in banchina di navi più grandi.
Ebbene, spiega Messineo, questa operazione di dragaggio, è doppiamente virtuosa. Perchè non soltanto migliorerà l’appeal dello scalo commerciale ma, anche, aiuterà nella battaglia contro l’erosione. «Ci saranno due milioni di tonnellate di sabbia, che i campionamenti dicono essere perfettamente idonea, che verranno prelevati dai fondali davanti all’imboccatura del porto e poi scaricati davanti alla spiaggia di Partaccia e Marina di Massa». Con un effetto ripascimento mai visto. «Ci sono12 milioni di euro stanziati per questo intervento, un tipo di interventi che in altre parti d’Europa e del mondo viene praticato da tempo ma che qui ha incontrato forti resistenze oltre che il problema della classificazione Sin (sito di interesse nazionale da bonificare) dell’area portuale», dice Messineo. Di più, per il presidente dell’Autorità portuale, anche il raddoppio del porto previsto dal Piano strutturale portuale avrà benefici non solo sui traffici e sull’economia, ma anche sull’ambiente e sulla sicurezza del territorio. L’allungamento della foce del Carrione, sostiene in sostanza l’ingegnere, servirà anche a combattere l’erosione e a rendere più sicuro il tratto terminale del torrente, quello che nel novembre 2014 ha rotto gli argini e allagato Marina. «Il nostro progetto migliora gli effetti degli interventi previsti dal progetto Seminara (lo studio ordinato dall Regione) sul Carrione. Nelle prossime settimane faremo studi per integrare i due progetti». In sintesi: il porto fa bene alla costa.
Più cauto, sul tema, il sindaco Angelo Zubbani. «Il porto rimane centrale per l’economia del territorio. Sì, il Comune ha o ha avuto rapporti difficili con chi gestisce lo scalo, ma qui non si parla della Porto (intesa come la Spa del gruppo Bogazzi) ma di porto. E io dico: il porto deve rimanere a vocazione commerciale, deve mantenere cantieristica, deve aprirsi alle crociere, deve ampliarsi per avere un’area dedicata alla nautica. C’è grande attenzione sul rischio che ciò provochi nuova erosione, ma non si può non intervenire su un’infrastruttura che ha ormai 80 anni e che comunque, così com’è non riduce l’erosione. Necessarie tutte le verifiche e gli studi per capire se le opere possono provocare danni. Però non accetto che il porto sia visto come fonte di tutti i mali come qualcuno a Forte sembra pensare. E, soprattutto, non accetto che un ex ministro (Lunardi ndr.) in un fine settimana a Forte demolisca un lavoro di sei anni».
Dragaggio salva spiagge? «Bene, ma vogliamo garanzie che l’impatto ambientale di quelle sabbie», frena il sindaco di Massa Alessandro Volpi che sulla centralità dello scalo per l’economia apuana nulla ha da obiettare ma sul problema erosione sì.
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Dino Sodini, presidente della Camera di Commercio, riporta l’attenzione sui traffici. «La diminuzione del tonnellaggio delle merci movimentate a Marina è conseguenza della crisi globale ma anche di fattori specifici. Come il declino progressivo del mercato del granito che aveva a Marina un hub importantissimo; e come la decisione di Imerys di spostarsi in Turchia, riducendo la movimentazione di granulati di mezzo milione di tonnellate l’anno». Dunque, per lui il dragaggio è fondamentale: «Senza un fondale che consenta l’ingresso di navi con 13 metri di pescaggio, resteremo per sempre in serie B». Sodini lancia poi una suggestione: «Basterebbe che i 18 ettari dell’area ex Enichem a un passo dal porto tornassero a usi produttivi. E il porto ripartirebbe». Sarebbe ora.
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