Attenzione
Porto di Carrara: banchine vuote, traffici giù del 39%
Le merci transitate a Marina scese da 3,6 nel 2009 a 2,2 milioni di tonnellate nel 2014. Cisl: "Bisogna partire subito con gli investimenti per fondali di almeno 12 metri, che consentano di intercettare la domanda non solo industriale"
CARRARA. La riforma delle autorità portuali che accorpa Marina di Carrara con La Spezia non cambia le priorità per il porto toscano: realizzare i 74 milioni di euro di investimenti, promessi dalle istituzioni, locali e regionali, per fare di Marina di Carrara un 'gate' commerciale e logistico funzionale all'economia del territorio. E le autorità tra Toscana e Liguria possono essere anche due soltanto, una per regione, invece delle tre previste dalla riforma.
Sono le indicazioni complessive emerse dal nella sala congressi dell'Autorità Portuale.
Il segretario della Fit-Cisl di Massa Carrara, Luca Mannini che ha aperto i lavori, ha insistito sulla necessità di «passare dagli impegni alla realizzazione dei progetti, reperendo i 74 milioni di euro di investimenti previsti, di cui 8 per le bonifiche, 35 per la logistica portuale, 18 per per la rete ferroviaria interna all'area apuana e 13 per la mitigazione del rischio idrogeologico».
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Il segretario Cisl Toscana Nord Andrea Figaia ha invece illustrato dati drammatici: le merci transitate nel porto di Marina di Carrara sono passate dai 3,6 milioni di tonnellate del 2009 ai circa 2,2 milioni del 2014 (-39%), la dinamica degli imbarchi calata del 39% dal 2009 al 2014. Nel territorio di Massa Carrara si registrano segnali negativi anche nell'occupazione: nel 2014 -5% di imprese, -10,3% di occupati, -12,2 % di ore lavorate. «Per questo - ha detto Figaia - bisogna partire subito con gli investimenti per fondali di almeno 12 metri, che consentano di intercettare la domanda non solo industriale, merci e logistica ma anche quella delle navi da crociera».
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