Il Tirreno

Ospedale nuovo, ma disservizi vecchi

Chiara Sillicani
Ospedale nuovo, ma disservizi vecchi

Ancora spenti i cellulari, ancora inutilizzata la piazzola dell’elisoccorso: la piazzola c’è, ma l’Enac non ha ancora autorizzato i voli notturni. E niente display al centro unico prenotazioni

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MASSA. Ha compiuto due mesi e mezzo e da due mesi e mezzo ha aperto le porte agli Apuani. Con le immancabili difficoltà logistiche. Qualche passo avanti lo ha fatto, ma non è ancora riuscito a superare tutte le grandi piccole inefficienze e i pazienti non possono non notarle perché quando si parla di salute, beh, la soglia di tolleranza si abbassa vertiginosamente. Aiuto, il telefonino non funziona ancora. Al primo posto nella lista delle cose che non vanno ci sono i cellulari: al nuovo ospedale non prendono e, quando prendono, prendono male.

L’edificio fa da schermo alle onde e il piano comunale delle antenne impedisce installazioni sul tetto. La questione è finita pure davanti al Tar: Telecom si è rivolta alla giustizia amministrativa e, in attesa della pronuncia sul merito, ha chiesto la sospensione dell’efficacia di tutti gli atti, firmati da Palazzo civico, che impediscono appunto l’installazione di un’antenna sopra l’ospedale. Ma il tribunale amministrativo quella sospensiva non l’ha concessa. Adesso fervono i lavori per impiantare un’antenna mobile, ma il risultato è che ad oggi i cellulari ancora non funzionano. Bel disagio per i pazienti, ma anche per i medici tanto che, per permetter loro di comunicare, Asl ha messo mano al portafoglio e dotato i dottori di nuovi e più potenti cordless con copertura su tutto l’edificio. Ma per pazienti e visitatori il problema rimane eccome.

I disservizi al Cup permangono. Non è il massimo dell’efficienza neppure il centro unico prenotazioni a piano terra. Gli operatori sono al lavoro e fanno il massimo e, dopo un periodo di attesa, sono arrivati anche i Pos per il bancomat. Ma qualcosa ancora manca: non ci sono le macchinette per il pagamento rapido del ticket e non c’è il display su cui dovrebbero evidenziarsi i numeri per segnalare il turno. Così entri, il bigliettino lo prendi, ma non ti serve a nulla perché il sistema funziona nel più tradizionale dei modi: “Chi è l’ultimo”. La gara per fornire l’attrezzatura necessaria al Cup è stata bandita, ma il materiale ancora non c’è. Ci sono, invece, le polemiche degli utenti stupiti per le inefficienze di una struttura nuova di zecca.


Elisoccorso senza piazzola. Altra nota dolente, l’area destinata a Pegaso, il mezzo del servizio elisoccorso. La piazzola c’è, l’Enac non ha ancora autorizzato i voli notturni (prima devono essere potate alcune alberature), ma ha consentito quelli diurni. Anche di giorno, però, l’elicottero non si alza: vicino alla piazzola c’è un tetto in eternit con alcune fratture evidenti. L’Asl teme che lo spostamento d’aria causato dalle pale dell’elicottero possa volatilizzare le fibre di amianto. Ha quindi chiesto aiuto al Comune e Palazzo civico, da parte sua, ha diffidato il proprietario dell’immobile e concesso 60 giorni per la rimozione del tetto pericoloso. Il termine non è ancora decorso e Pegaso al nuovo ospedale non atterra, nè da lì si alza in volo. In due parole: piazzola ancora inutilizzata.


Personale e organizzazione. Logistica, ma non soltanto perché i sindacati ribadiscono che il personale è poco. «Mancano gli operatori sanitari - Valerio Musetti (Cgil Sanità) passa in rassegna tutto ciò che non va - mancano gli infermieri. E anche i medici ortopedici e i radiologi: sei medici - prosegue il sindacalista- non sono più in azienda, alcuni hanno maturato la pensione, alcuni sfruttando la mobilità si sono spostati in altre Asl, ma nessuno di quei 6 posti vacanti è stato coperto». Poi uno sguardo all’attività in corsia: «Nelle degenze capita che un solo medico sia chiamato a farsi carico di 30 pazienti». E, per concludere, un accenno agli ambulatori del nuovo ospedale: «Non sono sfruttati a pieno perché manca personale, è impensabile. La situazione non è più sostenibile». Insomma, struttura nuova, ma vecchi problemi a cui i cittadini - e i lavoratori - chiedono risposte.

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