Il Tirreno

Benedetti denuncia l’affittopoli massese: "Il Comune affitta, ma la Cgil non paga"

Benedetti denuncia l’affittopoli massese: "Il Comune affitta, ma la Cgil non paga"

Il riferimento è all’ufficio che ha ospitato la sede del sindacato rosso nella centralissima piazza Mercurio: l'importo trasformato in euro è pari a 8.676,47 euro l’anno, ma la quota è stata versata fino al 1999. Poi più nulla

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. A Roma scoppia il caso affittopoli: appartamenti di proprietà comunale, nel cuore della capitale, dati in locazione per pochi euro al mese. Ma anche Massa, secondo il consigliere Stefano Benedetti (Forza Italia), avrebbe la sua affittopoli e il riferimento è all’ufficio che ha ospitato la sede della Cgil: «Il Comune con la delibera di giunta 358 del 23 marzo 1995 affitta alla Cgil un ufficio di 300 metri quadrati nella centralissima piazza Mercurio ad una cifra, che trasformata in euro, è pari a 8.676,47 euro l’anno e già questo importo -nota il consigliere - sarebbe discutibile, ma mi sforzo di passarlo per buono. Il problema è che il sindacato paga l’affitto regolarmente fino alla fine del 1999 e poi dal 2000 al 2011 non versa più niente, accumulando un contenzioso pari ad euro 137.201,85 a cui si aggiungono spese ed interessi legali. Il paradosso è che dal 2000 ad oggi nessuna giunta ha mai avviato procedure legali per l’incasso e tanto meno ha provveduto a pignorare i beni del sindacato, che, attualmente, sembra godere di ottima salute in considerazione del fatto che usufruisce di una sede in quel di Carrara, di due sedi a Massa, oltre a quella aperta all’interno del nuovo ospedale di cui - rincara il consigliere - sarebbe interessante conoscere l'importo mensile di affitto».

Benedetti ricorda che l’argomento è stato all’ordine del giorno del dibattito politico in più occasioni: «Il consigliere Alessandro Amorese nel 2009, poi io a dicembre 2014 abbiamo presentato una serie di interpellanze con la richiesta di avvio delle procedure previste per chiudere il contenzioso, a costo di arrivare al pignoramento dei beni di proprietà della Cgil. Devo purtroppo constatare che ad oggi il credito, pur essendo esigibile, non è stato ancora incassato e che nonostante le numerose interpellanze e richieste, l’amministrazione non ha ancora avviato le procedure per l’ incasso forzato e neanche ha inoltrato richieste presso il tribunale di Massa, iniziative garantite dall’amministrazione nella risposta all'interpellanza presentata a dicembre 2014».

Poi la riflessione tecnico-giuridico: «Di fronte alla Corte dei Conti o ad un giudice del tribunale non sarà sufficiente dimostrare la volontà e la buona fede sbandierando al vento qualche letterina di richiesta saldo del debito, che ha sicuramente interrotto i termini di prescrizione, ma non è la chiara dimostrazione di un’azione incisiva e determinata a voler chiudere definitivamente il contenzioso».

Il consigliere Stefano Benedetti chiede, quindi, al sindaco di attivare «tutte le procedure previste per incassare il credito dalla Cgil». Chiede inoltre che «l’importo incassato venga utilizzato dal settore sociale per le famiglie indigenti massesi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze