Il Tirreno

«Marmettola usata come cemento in spiaggia»

«Marmettola usata come cemento in spiaggia»

I Cinque Stelle sui lavori antierosione: con la polvere del marmo sono state fatte le vie camionabili

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MASSA. «I lavori in corso sull’arenile contro l’erosione stanno inquinando il terreno». È l’accusa che lancia il Movimento 5 stelle di Massa riferendosi non solo al traffico di camion che portano e scaricano massi in mare, già di per sè inquinanti, ma anche al materiale utilizzato per creare la strada su cui questi transitano. Secondo gli attivisti è infatti di marmettola. «A parte l'inefficacia dimostrata di queste misure sulla risoluzione dell'erosione e l'ingente costo che comportano (si parla di 1 milione e 800 mila euro per realizzare gli interventi), non si può non rilevare come un intervento di questo tipo comporti azioni inquinanti sia dell'arenile sia del mare stesso. - commentano - Sono state create delle vie camionabili sulla spiaggia, utilizzando come materiale presumibilmente terra di cava, steso su teli che dovevano, in teoria, rendere removibile il tutto a fine lavori. Le recenti mareggiate però non solo hanno riversato in mare la maggior parte del materiale utilizzato, ma hanno lasciato tracce che si sono solidificate come cemento e questo potrebbe essere indice della presenza di marmettola che però essendo un materiale inquinante, dovrebbe essere smaltito come rifiuto speciale. Anche i massi trasportati dai camion e buttati in mare sembrerebbero essere sporchi di terriccio, sassetti e marmettola, che eventualmente si depositerebbero sui fondali recando danni all'ecosistema».

E continuano: «Il nostro litorale e il nostro mare dovrebbero essere una risorsa primaria per il nostro territorio e non trattati come una discarica. Come cittadini dobbiamo pretendere delle risposte. Vogliamo sapere se il materiale utilizzato per creare vie camionabili sull'arenile è idoneo e compatibile con il luogo e se verrà rimosso al termine dei lavori o invece verrà buttato a mare, sempre che non ci pensino prima le mareggiate, e se i lavori sono eseguiti sotto stretta sorveglianza degli organi competenti, verificando giornalmente, che quanto viene portato non contenga materiali inquinanti. Dopo l'amianto ritrovato nella spiaggia di fronte alle colonie e la marmettola che si riversa nel Frigido ad ogni pioggia, abbiamo il timore che non si stia agendo in tutela del nostro ambiente. E ci chiediamo inoltre perché utilizzare ancora tanto denaro pubblico in interventi che, data l'esperienza del passato, si sono dimostrati inutili nel fermare l'erosione, forse solo per compiacere i balneari? Come sempre le domande sulla gestione del nostro territorio sono molte e le risposte che arrivano, se arrivano, sono insoddisfacenti. Il nostro territorio però grida aiuto dal mare alle montagne e tutti abbiamo il dovere di ascoltarlo perché i danni potrebbero essere senza rimedio».

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