La manifestazione
Case ai poliziotti: «Nessuna truffa»
Processo al geometra ed ex assessore Riccardo Brizzi, emerge la linea difensiva
CARRARA. Geometra e imprenditore; personaggio di spicco del Pci (poi Ds) e assessore: Riccardo Brizzi, 52 anni, carrarese di Sorgnano è ed è stato tante cose. Ed è nelle vesti di imprenditore e professionista che è finito davanti a un giudice. Con le accuse di truffa, appropriazione indebita ed esercizio abusivo della professione, assieme a Simone Piconcelli. La vicenda è quella della realizzazione, a Renella di Montignoso, di un complesso di appartamenti per gli agenti di polizia. A finanziare l’opera è l’Associazione nazionale per la prima casa forze dell'ordine, che affida il progetto a Brizzi, legale rappresentante della società Step Progettazioni srl. A Brizzi va anche l'incarico di responsabile della sicurezza. Ma tra committente e professionista le cose non vanno bene. Fino a che i responsabili dell’associazione non denunciano Brizzi e lo portano in tribunale.
Ed è in tribunale che ieri mattina, davanti al giudice Fasrizio Garofalo, c’è stata un’udienza per questa vicenda, in buona parte dedicata al contro esame di Domenico Martiniello, maresciallo della Finanza e presidente dell'associazione delle forze di polizia all'epoca dei fatti. Incalzato dalle domande dell’avvocato Marco Guidi, difensore del professionista carrarese, Martiniello ha ancora una volta ricostruito – dal suo punto di vista – i rapporti con Brizzi, fino alla denuncia. Il contraddittorio ha fatto emergere con chiarezza anche la linea della difesa: tesa a dimostrare che non ci fu alcuna truffa da parte di Brizzi, il quale la progettazione richiestagli dall’Associazione l’ha effettivamente prodotta – «se poi non era fatta bene, è un altro discorso, oggetto eventualmente di un procedimenti in sede civile», chiosa l’avvocato Guidi – e che, di conseguenza le parcelle richieste dal geometra sono state prodotte per una prestazione effettivamente fornita. Quanto all’appropriazione indebita, quei 5.800 euro (290 euro per ciascun socio) per effettuare alcune variazioni catastali che Brizzi avrebbe incassato due volte (prima come anticipo versato dall’associazione, poi andando dai singoli soci a riscuotere la quota parte, il geometra si difende opponendo che l’esiguità della somma non giustifica un processo.
Il processo è dunque entrato nel vivo ma lontano dalla conclusione. Ci sono infatti ben 21 testimoni citati dalla pubblica accusa, in buona parte soci dell’associazione Prima casa (che si sono costituiti parte civile e sono rappresentati in giudizio dall’avvocato Riccardo Balatri), mentre la difesa ha in lista 10-12 testimoni. Il giudice Garofalo ha intenzione però di stringere i tempi e per questo ha programmato una serie di udienze da qui al 28 maggio per arrivare a quella data alla discussione finale e, quindi, alla sentenza. La prossima udienza, intanto, è fissata per il 20 febbraio.
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