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Inchiesta sul Parmignola: «Ma noi non c’entriamo»

Inchiesta sul Parmignola: «Ma noi non c’entriamo»

In Comune tanti interrogativi sugli avvisi ai due dirigenti. Messa in sicurezza completata sul lato Carrara, mentre dalla parte ligure lavori ancora in corso

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CARRARA. “Noi i lavori li abbiamo fatti. E bene. Sull’altra sponda non sappiamo, ma è evidente che l’argine crollato è sulla parte ligure del torrente, non su quello toscano”. La linea del Comune di Carrara all’indomani della offensiva giudiziaria della procura della Spezia sulle responsabilità dell’alluvione del 5 novembre 2014 causata dall’esondazione del Parmignola è questa.

Il sostituto procuratore Tiziana Lottini ha messo sotto inchiesta nove persone: funzionari del Comune di Sarzana, tecnici di imprese che eseguirono e certificarono le opere di messa in sicurezza e anche due dirigenti del Comune di Carrara: Marco Tonelli, dirigente a Urbanistica e Marmo; e Luca Amadei, dirigente responsabile del settore Lavori pubblici. Ma a quale titolo, per quali ipotesi di reato i due siano finiti nell’inchiesta spezzina è un interrogativo a cui in municipio non sanno dare risposta.

L’ingegner Luca Amadei stesso, che è uno degli indagati, cade dalle nuvole. Il dirigente è molto esplicito sul tema: «Il crollo del muro di contenimento del novembre 2014 avvenne sulla sponda destra del Parmignola, cioè in territorio di Sarzana. Dalla nostra parte non ci furono problemi di tenuta degli argini, anche se poi le acque del torrente giunsero ad allagare anche alcune parti di Battilana. I lavori su quel tratto vennero dunque progettati, diretti ed eseguiti dalle amministrazioni e da ditte liguri. Noi non c’entriamo».

E neanche ci sono coinvolgimenti degli uffici tecnici carraresi, sostiene ancora l’ingegnere, nelle opere realizzate tra il 2001 e il 2003 sul torrente su cui la procura della Spezia ha ordinato l’incidente probatorio. «Anche in quell’opera il Comune di Carrara non ha avuto alcun ruolo, continuo a non capire perchè veniamo chiamati in causa».

A meno che, è questo il sospetto che circola a palazzo civico, la procura non ipotizzi che “concausa” del cedimento del muro sul Parmignola realizzato sul lato Sarzana, siano state le opere di messa in sicurezza realizzate dal Comune di Carrara sul lato toscano. Ossia la ricostruzione del tratto di muraglione crollato durante un’altra alluvione: quella del 2012. Cioè: le acque in piena avrebbero trovato un argine efficace sulla sponda carrarese e per questo sarebbero state convogliate con maggiore forza sulla sponda ligure, provocandone il cedimento. Si tratta, è bene dirlo, di una ricostruzione senza conferme. È invece un fatto che le opere di messa in sicurezza del Muraglione lato Carrara sono state completate, mentre quelle sull’altro lato sono tuttora cantieri aperti. Prova ne è che la strada che corre in parallelo al Parmignola in territorio ortonovese e sarzanese è ancora interrotta per lavori.

«Il consolidamento del Mucrollato nel 2012 – dice ancora Amadei – è stato completato proprio poche settimane prima dell’alluvione del novembre 2014 e ha retto benissimo all’impatto. L’intervento, che doveva essere in capo alla Provincia (la gestione dei corsi d’acqua è di competenza di Palazzo ducale) venne trasferito al Comune per ragioni d’urgenza. I lavori sono stati finanziati dalla Regione e hanno superato tutti i test». Come dire: per una volta che quel che dovevamo fare lo abbiamo fatto, in tempi ragionevoli e anche bene, ci indagano.

L’indagine, comunque, continua: la pm Tiziana Lottini ha chiesto al gip un incidente probatorio, cioè una perizia tecnica per accertare meglio le responsabilità. Sarà dopo che tali accertamenti saranno stati fatti che le cose saranno più chiare.

Claudio Figaia

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