La manifestazione
Il Tfr non c’è, sciopero al Nuovo Pignone
Protestano i 68 lavoratori di una delle ditte dell’indotto, a fine mattina trovato un accordo
MASSA. Sciopero, assemblea, sit in: i lavoratori ex B.Cube, freschi di assunzione all’Andaloro Srl., protestano e fermano l’attività allo stabilimento massese di Nuovo Pignone. Motivo: nel passaggio da un’azienda all’altra sono stati lasciati senza Tfr (trattamento di fine rapporto).
Una vertenza sbloccata, almeno parzialmente a tempo di record: nel giro di qualche ora, dopo un incontro fra azienda e sindacati (Fiom Cgil, Uilm e Fim Cisl), il datore di lavoro si impegna alla corresponsione in tempi brevissimi del 50% delle somme spettanti ai lavoratori e al pagamento del resto del Tfr in tempi più dilazionati. E la protesta rientra.
Il caso riguarda i 68 lavoratori (più altri 18 che operano nella sede di Firenze) alle dipendenze della B.Cube, una delle ditte dell’indotto di Nuovo Pignone- General Electric. È successo che, ricostruiscono i sindacati, che l’appalto della B.Cube sia stato passato a un’altra azienda, la Andaloro Srl. con l’accordo, come spesso avviene in questi casi, di trasferire l’intera manodopera alla ditta subentrante. Il problema, però è che il Tfr – che di solito viene pagato al momento del licenziamento e contestuale riassunzione, non è stato versato ai lavoratori. Da qui la mobilitazione, culminata ieri nel presidio che si è svolto nella sala assembee all’ingresso dello stabilimento. Mentre i lavoratori incrociavano le braccia, una delegazione di sindacati e di rappresentanti della Rsu avviavano trattative con i dirigenti della Andaloro. Che hanno portato a una soluzione positiva della vertenza. «Per ora siamo soddisfatti, ma l’accordo è parziale, i dipendenti attendono ancora una parte del Tfr e siamo pronti ad avviare un’azione legale per recuperare quelle somme», dicono i sindacati.
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