Sicurezza
Esondazione Parmignola, nove indagati
La procura della Spezia mette sotto inchiesta tecnici, imprese e funzionari. Due sono dirigenti del Comune di Carrara
CARRARA. Quel giorno che i carraresi non dimenticano, il 5 novembre 2014, non ci fu soltanto il crollo dell’argine del Carrione che provocò l’inondazione di Marina. Dall’altra parte del territorio comunale, a Dogana di Ortonovo, al confine fra Toscana e Liguria, in quelle ore – a causa della bomba d’acqua che scaricò 200 millimetri di pioggia in una notte – cedette anche un muro di contenimento del Parmignola. Provocando l’allagamento delle frazioni circostanti e di Luni Mare. Trenta famiglie dovettero evacuare dalle loro abitazioni; i danni ad abitazioni, negozi, imprese furono gravi.
Ebbene per questi fatti ci sono adesso nove indagati. Tra cui due carraresi. L'ipotesi di reato mossa nei loro confronti è quella di disastro colposo. A sostenerla è la pm della Procura della Spezia Tiziana Lottini, la quale ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l'autorizzazione a un incidente probatorio necessario alla redazione di una perizia tecnica. L'obiettivo è stabilire le cause dell'esondazione che provocò ingenti danni soprattutto a Ortonovo, tant’è che quel Comune si è costituito parte civile.
Gli iscritti nel registro degli indagati della procura spezzina, sono, secondo quanto riferisce il Secolo XIX, Paola Michelini, ex assessore al Bilancio alla Spezia e all’epoca dei fatti segretaria comunale a Sarzana; Franco Talevi, ex sindaco di Portovenere e poi capo ufficio tecnico del Comune di Sarzana; Francesco Callegari, ingegnere dell’Ufficio per il territorio di Sarzana, Giovanni Gatto Ronchero, l’ingegnere collaudatore dei lavori sull’argine del Parmignola eseguiti nel 2001 e approvati nel 2003; Maurizio Bacci, imprenditore, responsabile della ditta Iris incaricata dell’esecuzione delle opere di messa in sicurezza; Francesco Uzzani, direttore dei lavori, e Giuliano Trentini.
Poi, ci sono i due carraresi: l’ingegner Luca Amadei, dirigente del settore Lavori pubblici del Comune e Marco Tonelli, attualmente dirigente di Urbanistica e Marmo. «Non sapevo nulla dell’inchiesta, non ho ricevuto alcun avviso di garanzia e neanche capisco bene a quale titolo io venga chiamato in causa in questa inchiesta», commenta lo stesso dottor Tonelli. Il quale ha diretto il settore lavori pubblici solo per un breve periodo fra il marzo e il settembre del 2013: «Assunsi l’incarico “a scavalco” dopo che l’ingegner Sergio Altieri andò in pensione e fino alla nomina dell’ingegner Amadei», spiega il dirigente.
La Guardia di Finanza della Spezia ha acquisito nei giorni scorsi la documentazione relativa alle opere di messa in sicurezza fatte prima della rottura degli argini del 2014. La perizia tecnica ordinata dalla sostituto Tiziana Lottinii dovrà valutare se i lavori eseguiti a partire dal 2001 sul Parmignola siano stati realizzati e collaudati in modo adeguato. Il Parmignola è da anni al centro di una querelle che coinvolge i comuni di Sarzana, Ortonovo e Carrara. La parte toscana dell’argine risulta fra l’altro un metro e mezzo più alta di quella ligure, condizioni che non avrebbero garantito la sicurezza in caso di piena. Il comune di Sarzana lo scorso novembre si è costituito in giudizio per chiedere il risarcimento danni nei confronti di ditte e progettisti per difformità nell'esecuzione dei lavori di arginatura sul proprio territorio.
Claudio Figaia
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