Il Tirreno

«Teatrino dei Servi, Bourdillon e ex Cat progetti tutti fermi»

di Manuela D’Angelo
«Teatrino dei Servi, Bourdillon e ex Cat progetti tutti fermi»

Fabrizio Brizzi attacca Volpi su cultura e istruzione: «Il sindaco ha risorse ma non le sta impiegando»

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MASSA. Cultura e istruzione: due cavalli di battaglia per l’amministrazione di Alessandro Volpi, che in campagna elettorale, nel 2013, aveva promesso massima attenzione per questi due temi. Ad aspettarlo al varco, però, oggi c’è il consigliere degli Arancioni, Fabrizio Brizzi. «Palazzo Bourdillon, il teatro dei Servi, la casa delle culture all’ex Cat e la scuola di Ortola- inizia Brizzi-; per tutte questi immobili il sindaco ha o aveva, a disposizione diverse risorse che non sta usando, facendo scadere finanziamenti o spostando i soldi altrove. Ecco dove va a finire la cultura in città, dopo le campagne elettorali».

Brizzi è appena uscito dagli uffici dei lavori pubblici da cui si è fatto consegnare tutti i capitoli di spesa delle varie opere e spiega: «Palazzo Bourdillon avrebbe dovuto diventare un’appendice della biblioteca civica, con una sala esposizioni per mostre e conferenze; noi avevamo lasciato circa 1 milione di euro per la ristrutturazione del palazzo e l’adeguamento sismico; il progetto preliminare aveva già ottenuto l’ok della Sovrintendenza. Oggi scopro che gli uffici non sapevano neanche di averle tutte quelle risorse. Il capitolo con 410 mila euro, il 22.310, era sparito, ma quelle risorse sono ancora lì, assieme ad altri due capitoli distinti da 390 mila euro e da 221 mila euro. Il sindaco ha i soldi per fare i lavori, ma tutto è fermo. Chissà cosa sta aspettando».

Bourdillon attualmente è chiuso. Tasto più che dolente, poi, il teatro dei Servi: «Questa amministrazione- continua Brizzi- aveva partorito la brillante idea di ristrutturare il teatrino con i soldi derivanti dall’alienazione dei beni immobili. In pratica, siccome i Servi sono inagibili per problemi al tetto, l’amministrazione, invece di cercare soldi in somma urgenza, visto che la cultura per lei è così importante, aveva deciso di aspettare di vendere alcuni suoi palazzi, per poi utilizzare il ricavato nella messa in sicurezza del teatro. Risultato- dice Brizzi- nel 2015, dalla vendita dei beni immobili, il Comune ha guadagnato 17.200 euro. Al teatrino dei Servi, per riaprire, ne servirebbero 240 mila. Eppure il sindaco non ha preso in considerazione la possibilità di accendere un mutuo per quell’intervento».

Il teatro dei Servi, utilizzato in passato dalle piccole compagnie per spettacoli di nicchia e dalle associazioni, oltre che dai cittadini e dalla politica per incontri e conferenze, è chiuso dal 2014.

«Ricorderete certamente la casa delle culture? – chiede provocatoriamente il consigliere Brizzi-; fu un tormentone della campagna elettorale del sindaco Volpi, tra l’altro un’idea dello stesso Volpi ai tempi in cui era assessore al bilancio. Il progetto all’ex Cat- continua Brizzi- fu inserito all’interno del Piuss e ammesso a finanziamento. Poi non fu finanziato per mancanza di risorse. Nel 2014, però, ci arriva un regalo: la Regione invia al Comune di Massa ben 500 mila euro, avanzo di altri comuni, che non erano stati in grado di spenderli con i loro progetti Piuss. Poiché la casa delle culture era stata ammessa a finanziamento, la Regione ha pensato che fossero soldi ben spesi. Ma si sbagliava: Volpi non ha trovato, o si è dimenticato non so, i soldi del cofinanziamento, e ha perso anche quelli della Regione, che se li è ripresi poco tempo fa».

«Il sindaco mi dirà- commenta Brizzi- che non c’erano le condizioni finanziarie per fare quei lavori; io gli rispondo che un comune ha l’obbligo di utilizzare le risorse che gli vengono fornite e il dovere di non perdere finanziamenti pubblici».

All’ex Cat, oggi, saltuariamente viene aperto il capannone principale dove vengono allestite rappresentazioni e mostre.

Infine la scuola di Ortola, proprio in questi giorni oggetto di atti di vandalismo e furti: «Anche qui- svela Brizzi- noi della passata amministrazione avevamo pensato ad un progetto di ampliamento e ristrutturazione, decidendo di utilizzare le risorse previste per un parcheggio, 716 mila euro, proprio alla scuola. Il progetto preliminare era pronto, i lavori il sindaco non li ha mai avviati. Ma c’è di più: ha deciso proprio ultimamente di spostare quelle risorse altrove. 290 mila euro li ha tolti dalla scuola di Ortola per il cofinanziamento di Palazzo Nizza e altri 200 mila li ha utilizzati per il forno crematorio di Mirteto. Tutto legittimo. Ci sembra chiaro, però, che né la cultura, né l’istruzione siano delle priorità di questa amministrazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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