Il Tirreno

E ora la direttrice chiede più sostegno dal Comune

E ora la direttrice chiede più sostegno dal Comune

Alessandra Valsega: tutti gli istituti hanno pari dignità, in tutti serve l’allarme La dinamica dei furti di lunedì e martedì notte è la stessa. Paura di nuovi colpi

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MASSA. La sintesi della scuola pubblica sono loro: le insegnanti, le bidelle. Le persone che la scuola la fanno, con il lavoro e con l’impegno costante. Con la passione e con le lacrime di ieri mattina. Le lacrime di chi sente che sono stati offesi i bambini.

E adesso la richiesta è unanime: maggiori investimenti da parte dell’amministrazione. Un impianto di allarme prima di tutto, ma non solo: il cortile di via Ortola - che accoglie nido, asilo e primaria - è buio. Non c’è neppure un lampione. E la luce in questo caso è il primo deterrente, la prima conferma che la scuola è scuola, anche di notte, «un luogo così importante - sintetizza la maestra Andreina Belatti - che non si può non prestarle cura, non salvaguardarla, non averla a cuore». Il furto, la distruzione, le lezioni che si fermano, ma le insegnanti non sventolano bandiera bianca. Si rimboccano le mani, si mettono a pulire insieme alle bidelle e si preparano perché oggi si torna tra i banchi. Segnale e conferma che la scuola non conosce resa.

Alessandra Valsega è la dirigente scolastica: la notte tra lunedì e martedì ha visto mettere a soqquadro l’asilo e le elementari di Santa Lucia. Ieri è la volta del nido, dell’infanzia e della primaria di Ortola. Stesso circolo, stessa dinamica. E stessa reazione decisa: «Quando ho visto cosa è successo ad Ortola, ho sentito i crampi allo stomaco, ma la scuola va avanti, siamo abituati ad un mare periglioso e domani (leggi oggi ndr) saremo ancora più motivati, ancora più innamorati della scuola. Questo è un periodo duro per il personale alle prese con scrutinii e carichi di lavoro, ma ho visto un senso di appartenenza rinnovato, una solidarietà e una capacità di fare gruppo che sono commoventi. La scuola e la sua qualità non passano attraverso un computer». Le utilissime lavagne interattive ci sono ancora, ma soprattutto è salva la grande passione per l’insegnamento: «L’impegno, le energie, l’amore ci sono tutti. La scuola c’è». Poi dalla direttrice scolastica una stoccata all’amministrazione: «Deve dotare tutte le scuole di un sistema di allarme. Tutte le scuole devono avere pari dignità e tutte devono essere tutelate allo tesso modo. Spero che questi furti diventino l’occasione per gettare lo sguardo dove fino ad ora non è mai stato gettato». Come dire: se ci sono risorse o energie da investire, distribuiamole con equità. E partiamo dagli impianti di allarme.

Anche perché - è il timore di alcune insegnanti - i ladri potrebbero colpire ancora: «Abbiamo la sensazione che qualcuno abbia puntato gli occhi - o possa farlo - sui regali di Esselunga».
Sì perché la grande catena, attraverso la raccolta punti e i buoni scuola, regala materiale - anche digitale - agli istituti. I genitori si sono attivati: la scuola non nuota certo nell’oro e mamme a papà hanno colto al volo l’occasione offerta da Esselunga. Nei giorni scorsi in molte scuole sono stati consegnati i regali. E adesso gli insegnanti temono che qualcuno possa tentare di portarseli via. Per questo non è escluso (vedi articolo accanto) che vengano organizzati controlli delle forze dell’ordine davanti alle scuole.
Chiara Sillicani

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