La manifestazione
Raid notturno nella chiesa di Santa Lucia
I ladri hanno messo sottosopra la sagrestia e rubato oggetti liturgici. La cappella è chiusa dal 2012 per i danni del terremoto
MASSA. Hanno aspettato che tutte le luci del paese si spegnessero per entrare in azione. Poi hanno sfondato il portone sul retro, quello del campanile, sono entrati e hanno messo sottosopra tutto, portandosi via le poche cose di valore: due calici, l’ostensorio, la pisside (dove si conservano le ostie), il turibolo e la navicella per l’incenso. Non solo la scuola, quindi. Anche la chiesa di Santa Lucia è entrata nel mirino dei ladri la scorsa notte (lunedì), forse proprio gli stessi ladri che poche ore prima o poche ore dopo hanno devastato le elementari e le materne di paese, per portarsi via portatili, tablet, televisori, casse, macchine fotografiche e tutto quello che i genitori dei bambini erano riusciti a comprare negli anni a suon di banchetti di Natale.
Raid di furti anche nelle scuole di Ortola
La chiesa, dalla scuola, dista duecento metri, o poco più. Ed è piazzata proprio nel cuore della frazione di Santa Lucia che, con Borgo del Ponte, è considerata la Massa vecchia. La parte più antica della città dove ancora si respirano gli usi e costumi dei borghi: stradine strette che si attorcigliano intorno a centinaia di case ammassate, la bottega di fiducia, un forno, un bar, un edicola. E gli abitanti che chiacchierano in strada fino a tardi e si affacciano dalla finestra al passaggio del “forestiero” innescando un tam tam di «chi è questo?», «chi è quell’altro?». Lunedì notte, però, nessuno si è affacciato dalla finestra e i ladri hanno potuto agire in disturbati, tanto a scuola quanto in chiesa. Quella stessa sfortunata chiesa chiusa dal gennaio del 2012 per i danni provocati dal terremoto. «Tre quarti delle volte sono crepate e per ripararle servirebbero circa 200 mila euro», fa sapere il parroco, don Lorenzo. «Entro Pasqua - continua - vorremmo almeno riaprire il salone, dove gli interventi da fare sono minori. Almeno per poter celebrare la messa».
La fortuna nella sfortuna vuole che, almeno, proprio perché chiusa da quattro anni, le cose da rubare nella parrocchia fossero poche; non c’erano ad esempio soldi, quelli delle offerte. Hanno quindi portato via solo gli oggetti liturgici, al momento inutilizzati.
I danni però sono notevoli. Hanno infatti rotto il lucchetto del cancello, sfondato la porta e scardinato la porticella del tabernacolo, per rubare chissà cosa. E poi hanno buttato all’aria tutta la sagrestia: cassetti aperti e rovesciati, vestiti e oggetti a terra, mobili in disordine. Come se l’obiettivo non fosse solo rubare, ma anche oltraggiare, profanare quel luogo sacro. Sacro come una casa, alla fine. O sacro, ancora di più, come la scuola dove i bambini studiano, giocano, sognano, crescono.
E non era nemmeno la prima volta che qualcuno entrava in una chiesa. Solo due settimane fa era stato il turno della parrocchia di Poveromo. Stessa scena, stesso loop: portone sfondato, chiesa messa sottosopra, e rubati tutti, ma proprio tutti, gli oggetti liturgici, tanto che il parroco ha dovuto chiederli anche in prestito per poter celebrare la messa nei giorni seguenti. Pochi giorni dopo i ladri sono stati alla chiesa Santa Teresa del Bambin Gesù a San Domenichino: hanno rubato gli oggetti liturgici, hanno preso poi le ostie consacrate dal tabernacolo e le hanno gettate a terra. Così, solo per spregio.
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