Il dolore
«Vogliamo studiare in scuole sicure»
Ieri il corteo degli studenti delle superiori di Massa e di Carrara per chiedere investimenti nell’edilizia
MASSA. Pezzi di intonaco che cadono, termosifoni spenti, studenti ammassati in aule troppo piccole. Queste sono le denunce portate ieri in piazza dagli studenti delle scuole superiori del territorio, che hanno sfilato per le strade del centro sventolando un semplice: «Le scuole sono in decadenza e noi facciamo resistenza».
Un corteo però “apolitico”, senza bandiere, volantini, slogan di partito o dei movimenti sociali, così lo hanno voluto gli organizzatori, ossia i rappresentanti di istituto di Massa e di Carrara, a cui hanno partecipato tanti giovani, soprattutto massesi. C’erano, per Massa, i ragazzi e le ragazze del Toniolo, del Fermi, del Pascoli, del Rossi, del Barsanti, del Salvetti, del Minuto, del Palma e del Meucci; per Carrara quelli del Fiorillo e del Marconi. Un bel serpentone di giovani, stranamente eterogeneo.
Il filo conduttore che li lega è la sicurezza degli edifici scolastici. Che non c’è. A cui si aggiunge la vivibilità delle scuole, le quali spesso raggiungono temperature glaciali per colpa di termosifoni che vanno a intermittenza: un giorno sì, un giorno no, l’altro forse. È successo ad esempio nei giorni scorsi al Meucci e poi all’istituto d’arte, con gli studenti che hanno deciso di non entrare in aula e di scioperare con tanto di coperte di pile e tè caldo per protestare contro le temperatura «sotto il minimo consentito dalla legge». Questa volta gli studenti sono scesi in piazza tutti insieme per dire che “no, così non si può andare avanti”. Si sono quindi incontrati in piazza Garibaldi, a Massa, da lì sono scesi giù giù verso via Carducci, poi hanno preso direzione stazione e da lì su per il viale per tornare nella piazza, dove sono partite le richieste al megafono.
Al di là delle grandi riforme, quello che interessa ai giovani che ieri hanno sfilato per le strade della città, è quello di poter andare in scuole sicure, belle, agevoli. Vogliono risposte contingenti, immediate. Parlano di lavori, di interventi, di manutenzione e non solo, quindi, di massimi sistemi. Per questo ieri mattina, dopo il corteo, hanno chiesto e ottenuto un incontro con la Provincia che ha preso vita proprio a palazzo Ducale. Hanno fatto le loro richieste: lavori, manutenzione, aule “a misura di studenti”. Come dovrebbe essere insomma una buona scuola.
(mc)
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