Attenzione
Oncologia, un nuovo macchinario per curare i tumori
Dopo uno stop forzato di due anni, al day hospital a Carrara ripartono i trattamenti di elettroipertermia esterna. Per effettuarli, nel 2006, Asl1 aveva investito 250 mila euro acquistando un macchinario di ultima generazione costruito in Germania.
CARRARA. Un servizio di eccellenza, un trattamento di elite che poche aziende sanitarie possono vantare e che, presso i privati, viene fatto pagare in modo anche abbastanza salato. Dopo uno stop forzato di due anni, al day hospital di Oncologia a Carrara ripartono i trattamenti di elettroipertermia esterna. Per effettuarli, nel 2006, Asl1 aveva investito 250 mila euro acquistando un macchinario di ultima generazione costruito in Germania: due anni fa la strumentazione si è guastata e così è rimasta a lungo sotto utilizzata.
Alla fine, l’azienda ha trovato le risorse per sistemarla e dopo un intervento piuttosto complesso – sono arrivati tecnici direttamente dalla Germania – da qualche giorno è rientrata in funzione, per la gioia di specialisti e pazienti. Sì perché questo macchinario consente di effettuare una terapia molto efficace e poco invasiva, che ben si abbina con i trattamenti “tradizionali” ma che risulta benefica anche per quei pazienti che non sono in grado di sostenere terapie pesanti. In Italia le aziende sanitarie che offrono questo servizio sono davvero poche mentre le cliniche che hanno a disposizione il macchinario presentano un conto di 100 euro a seduta. E visto che per essere efficace l'ipertermia deve essere effettuata più volte a settimana, per diverse settimane, poterne usufruire in modo gratuito è un vantaggio non da poco. Tanto che non appena è circolata la notizia della riattivazione del macchinario a Carrara, sono subito arrivate richieste di accesso da varie Asl del centro Italia e presto arriverà un paziente da Pesaro.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.12889537:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/carrara-presentazione-dell-ipertermia-ad-oncologia-medica/56788/57994]]
«E’ una terapia poco tossica e ben tollerata, che si concentra su una zona specifica del corpo e può essere associata con chemioterapia e radioterapia. Ha tanti vantaggi. Può essere usata come terapia complementare appunto ai trattamenti più tradizionali ma anche come terapia esclusiva per i pazienti che non possono effettuare chemio e radio» spiega con entusiasmo Andrea Mambrini, primario di Oncologia, sottolineando i «grandi benefici che i pazienti ricevono dal sentirsi trattati, dal sollievo dal dolore e quindi anche dal punto di vista psicologico». Ma come funziona e qual è il segreto di questo macchinario? Per spiegarlo, Antonio Del Freo, oncologo responsabile dell’ipertermia, lo paragona a un semplice…microonde. «Le onde elettromagnetiche sprigionate dalla macchina generano calore, che viene intrappolato selettivamente per concentrarlo dove necessario. E noi sappiamo che il calore è dannoso per le cellule, soprattutto per quelle tumorali che lo smaltiscono male e muoiono».
Ma l’effetto dell’ipertermia non è solo quello di “uccidere” in modo mirato e senza effetti collaterali le cellule tumorali: «Questo trattamento potenzia le proprietà di alcuni farmaci, rende più efficaci alcune terapie e rafforza il sistema immunitario» aggiunge Del Freo, spiegando che le terapie vengono calibrate caso per caso, paziente per paziente, attraverso un computer collegato alla macchina vera e propria. Uno dei vantaggi più importanti di questo trattamento, oltre alla pressoché totale mancanza di “effetti collaterali” è che si può usare su tutti i tipi di tumore. «Si usa per tumori celebrali primitivi e secondari in associazione alla chemioterapia, per i tumori testa collo, per il polmone, per quelli al fegato – sia primitivi che secondari – per le neoplasie pelviche maschili e femminili, per i tumori al retto, all’utero, alla cervice, alla vescica e sarcomi» elenca Del Freo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.12889466:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2016/02/03/news/tumori-1-340-casi-in-un-anno-siamo-nella-media-regionale-1.12889466]]
In pratica non ci sono controindicazioni salvo per i pazienti con pace maker o per quelli che hanno protesi metalliche nella sede del tumore, quella che appunto deve essere irradiata dalle onde elettromagnetiche. Di qui l’entusiasmo del primario Mambrini che non nasconde la speranza di riuscire ad offrire questo servizio, gratuito, a una platea di pazienti di “area vasta”. «E’ un macchinario più usato all’estero che in Italia dove poche Als ne possono disporre. In Toscana c’è Empoli ma non viene utilizzata con grande frequenza» rivela l’oncologo. Anche per questo, al Day Hospital di Oncologia, al IV piano del Monoblocco di Carrara è stata allestita una stanza ad hoc con tutti i confort: un solo letto, toilette riservata, impianto stereo e un condizionatore per i mesi più caldi. E un intero staff a disposizione, con i medici incaricati di calibrare la terapia sulle esigenze del paziente e le infermiere del day hospital pronte ad accudirlo con tutte le attenzioni del caso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
