Il Tirreno

i dati epidemiologici

Tumori, 1.340 casi in un anno. Siamo nella media regionale

Cinzia Chiappini
Tumori, 1.340 casi in un anno. Siamo nella media regionale

 La provincia di Massa-Carrara, in termini di incidenza dei tumori, non ha livelli più alti rispetto alla media toscana. L’unico caso vero è quello del mesotelioma del polmone che, a Carrara è riconducibile ad alcune attività industriali ben precise.

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CARRARA. La provincia di Massa-Carrara, in termini di incidenza dei tumori, non ha livelli più alti rispetto alla media toscana. L’unico caso vero è quello del mesotelioma del polmone che, a Carrara come a Viareggio e La Spezia, è riconducibile ad alcune attività industriali ben precise. Lo dicono i dati del Registro dei Tumori della Regione Toscana mentre il pool di epidemiologia di Asl1 è in corsa per collaborare col Cnr a un nuovo studio per la georeferenzializzazione delle patologie, non solo tumorali.

Il mito secondo il quale il tasso di tumori nel territorio apuano sia decisamente superiore alla media regionale o nazionale, va sfatato: se si prendono in esame le patologia oncologiche a maggiore incidenza la provincia di Massa-Carrara è in linea con i livelli delle altre realtà toscane. Il numero di malati di tumore a stomaco, mammella, colon/retto e prostata è analogo a quello di altre province della nostra regione: il “picco” semmai riguarda il mesotelioma al polmone, esattamente come accade nel comune di Viareggio o alla Spezia, ed è riconducibile alle attività industriali – soprattutto nel settore della cantieristica – che per anni hanno fatto ampio ricorso all’amianto.

Non è un caso che anche nel nostro territorio sia attivo un Registro per l’Amianto attraverso il quale non si tiene semplicemente conto dei casi di mesotelioma, ma vengono indagati caso per caso tutti i fattori che possono aver ingenerato questa terribile patologia. Il messaggio che hanno lanciato ieri davanti alla commissione Sanità del Comune di Carrara la dottoressa Paola Viviani, epidemiologa di Asl1 e la dottoressa Maria Pia Muttini responsabile dell’Istituto Italiano Tumori è chiaro e circostanziato.

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A fornire lo spunto è stata la mozione dei 5 Stelle per l’istituzione di un registro dei tumori a livello provinciale. Una proposta che, hanno lasciato intendere le due esperte, è sostanzialmente superata. In primis perché un Registro dei Tumori esiste già, ed è quello regionale, che contiene anche i dati sulle patologie a Massa- Carrara. Secondo le stime del Registro – fatte in questo caso sulla base di proiezioni – i nuovi malati oncologici “registrati” del 2014 sono stati 1340: tanto per fare alcuni esempi a Lucca il dato è di 1458, a Siena di 1748 mentre c’è il caso Viareggio dove nel solo comune si contano 10780 nuovi casi di tumore.

La provincia apuana dunque è in linea con la media regionale, come confermano le tabelle relative alle patologie oncologiche più ricorrenti. Il registro dei tumori dunque c’è e funziona, quello che chiedevano i “grillini” nella loro mozione era però di approfondire le indagini, alla ricerca di possibili fattori ambientali legati alle attività che a lungo hanno interessato la nostra zona industriale. Secondo la dottoressa Paola Viviani però la strada da percorrere per conoscere più a fondo le cause delle patologie più diffuse nel territorio non è quella di un “potenziamento” del Registro dei Tumori: «Ci è stato chiesto di collaborare a uno studio con il Cnr.

Il progetto è ancora in fase autorizzativa, quindi non c’è nulla di certo, ma si tratta di una georeferenzializzazione delle patologie, non solo tumorali» ha spiegato l’epidemiologa. La ricerca, che potrebbe essere battezzata “Spirit” punta a indagare la correlazione tra la patologia e l’ambiente in cui vive il malato che ne soffre: lo studio riguarderebbe non solo i tumori ma tutte le malattie più ricorrenti, dunque anche quelle cardiovascolari che sono la prima causa di morte in Italia e anche nel nostro territorio. Un punto di vista nuovo e più ampio, per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini, partendo da quello che al di là della genetica resta uno dei fattori più importanti per la salute di una persona, ovvero i fattori ambientali e con essi i comportamenti quotidiani.

 

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