Sicurezza
Investì due gemelline, al via il processo
Il quarantenne confessò di aver cercato di falciare le quindicenni per dare un dispiacere allo zio con cui aveva litigato
CARRARA. Investì le due gemelline quindicenne e poi si diede alla fuga per poi costituirsi dopo meno di un’ora. Stamani si apre il processo (l’accusa è tentato omicidio) a carico del quarantenne carrarese che nell’agosto scorso era piombato con la sua auto addosso a due sorelle gemelle mentre stavano pedalando nella zona del campo scuola di atletica a Marina.
L’uomo le aveva travolte con la sua Ford Fiesta e scaraventate in terra. Le ragazze, quindicenni, non avevano riportato gravi danni, solo una di loro la frattura di una vertebra.
L’automobilista, non si era fermato a prestare soccorso alle giovani, aveva premuto l'acceleratore e si era allontanato in fretta e furia, senza pensare alle conseguenze.
A un certo punto però il quarantenne aveva interrotto la fuga anche perché credeva di aver perduto la targa dell’auto. Si era quindi diretto nella caserma dei carabinieri più vicina e aveva raccontato l’accaduto. Una confessione choc: l’uomo disse di aver investito le ragazze e di averlo fatto apposta perché voleva provocare un dolore allo zio, un ex imprenditore con cui lo stesso quarantenne aveva un legame di parentela. Per farla pagare a lui aveva volontariamente
Il motivo? Una lite familiare per problemi economici. L’uomo venne arrestati essere arrestato - per i suoi precedenti - con l’accusa di tentato omicidio. Del resto dicendo di aver provocato apposta l’incidente (che poteva avere conseguenze serissime, anche mortali) era bene difficile non essere colpiti da un’accusa di reato tanto grave.
All’automobilista venne fatto l’esame tossicologico per capire se aveva bevuto dell’alcol o assunto sostanze stupefacenti. Ed era risultato positivo.
Una vicenda terribile avvenuta nel pieno del mese di agosto, accanto alle spiagge piene di gente. Quella che per le gemelline quindicenni doveva essere una giornata di relax era finita al pronto soccorso. Con un duplice choc: quello di essere state investite apposta per una vendetta da un loro parente. Lo stesso parente delle ragazze che non aveva neppure ritenuto doveroso fermarsi a prestare soccorso alle due regazzine.
Stamani, davanti al tribunale collegiale, si apre il processo per tentato omicidio. Un processo molto delicato visto che saranno sentite come testimoni anche le due gemelline. Proprio per questo motivo, e a completa tutela delle due ragazze, l’udienza in cui saranno ascoltate potrebbe essere svolta a porte chiuse. O addirittura potrebbero rendere una testimonianza protetta.
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