Il vermentino Boboli omaggio al borgo e allo storia locale
CASTELNUOVO MAGRA. Vigneti affacciati sulla costa, verdi e allineati filari che contrastano con l'azzurro del mare: queste le caratteristiche della parte alta dell'azienda Giacomelli, i cui terreni...
CASTELNUOVO MAGRA. Vigneti affacciati sulla costa, verdi e allineati filari che contrastano con l'azzurro del mare: queste le caratteristiche della parte alta dell'azienda Giacomelli, i cui terreni si innalzano dalla Piana di Luni fino a raggiungere il borgo storico sovrastato dalle torri. Ettari coltivati da oltre un secolo per la produzione del Vermentino, spesso riciclati con nuove piante, ma sempre contraddistinti dalla vocazione enologica del territorio. Da alcuni terrazzamenti posti appena sotto la ristrutturata torre medievale che è diventata punto di riferimento del turismo locale, nasce il vermentino denominato Boboli, un bianco di 13,5 gradi, dall'aroma intenso e speziato. Roberto Petacchi ha scelto questo nome in omaggio a una antica villa le cui mura si ergono nel circondario del borgo storico e caratterizzata da un giardino all'italiana, stile inizio del secolo scorso, che in qualche modo ricorda quelli omonimi fiorentini. Ma il vermentino Boboli è solo una delle produzioni dell'azienda retta da Roberto Petacchi, ribattezzata , sia per rendere omaggio al suo fondatore, appunto Pietro Giacomelli, che per rammentare ai visitatori che essa propone spunti di piacere per gli amanti del buon vino. Notevole il colpo d'occhio offerto a chi sale verso l'arroccato borgo medievale castelnovese e poi si addentra nei vigneti di Petacchi. Per prima cosa colpisce la ricercatezza della perfezione visiva, oltrechè agricola, dei terrazzi su cui vengono coltivate le viti da cui nascono i vini Giacomelli.
Del resto il territorio a cavallo tra l'estremo nord della Toscana e la Liguria di Levante, è colmo di simili esempi, basti ricordare il vino dei colli di Moneta, sopra la frazione di Fossola di Carrara, vicini al confine con il territorio comunale di Ortonovo, per poi non dimenticare la zona derl Candia, tra Massa e Carrara, altro terreno vocato alla produzione di eccellenti vini.
In sostanza, tornando all'invito lanciato ai colleghi produttori da Roberto Petacchi, il comprensorio agricolo in questione può benissimo essere sposato dal turismo, quale volano di rilancio di una zona che per troppo tempo è stata poco valorizzata. (f.p.)
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