Sicurezza
Il mercato in centro non va La delusione degli ambulanti
«Troppo dispersivo, male organizzato e gli affari vanno sempre peggio» «Porteremo gli scontrini al sindaco Volpi». E c’è chi rimpiange Viale Roma
MASSA. Pronti a consegnare gli scontrini al sindaco, per dimostrare che le loro attività stanno morendo, in un mercato semi vuoto, tappato nel centro e dispersivo . Sono passati tre mesi da quando il mercato del martedì si è spostato dal viale Roma al centro di Massa e purtroppo gli affari sono peggiorati per la maggior parte degli ambulanti, che oggi tornano a chiedere un incontro al sindaco Alessandro Volpi e all’assessore alle attività produttive Gabriele Carioli.
I più scontenti, nonostante le aspettative, sono proprio gli ambulanti di piazza Aranci: «Badi bene- ci dice Tiziano Petrucci, dal suo banco di scarpe lato monti- , c’è differenza tra chi ha il banco nel centro della piazza e chi l’ha sul perimetro; qui non c’è passaggio, la disposizione è tutta sbagliata. La piazza è piena di buchi, non c’è continuità e le gente cammina intorno». «Ci copriamo gli uni con gli altri- conferma Luana Debbiani, 20 anni di mercato a Massa con la famiglia-; tre file di camion sono troppe, prima la piazza era piena, la gente doveva per forza inserirsi dentro. Adesso passano intorno, sempre che riescano ad arrivare fino a Piazza Aranci. Forse era meglio sul viale Roma. In effetti chi ha ottenuto il banco sul perimetro di piazza Aranci pare godere di un passaggio migliore: «Ho ritrovato vecchie clienti che non vedevo da anni, da quando cioè ci trasferirono sul viale Roma- dice Domenico Infante, viareggino, che vende abbigliamento per signore-; sul viale Roma stavo circa a metà e non c’è paragone con lo spazio datoci adesso e la facilità di movimento. Qui vedo passare tante persone, gli acquisti sono quello che sono, ma dipende dalla crisi economica».
Dentro la piazza, insomma, nessuno è contento e tra gli ambulanti c’è chi sostiene che siano “lacrime di coccodrillo”, visto che a premere per il ritorno del mercato in centro furono proprio quegli ambulanti che una volta avevano il banco in piazza Aranci, pensando che la sistemazione sarebbe stata più o meno la stessa. Davanti all’Apuan Bar c’è il banco del signor Agostino Morotti, che vende abbigliamento per uomo: «Una tragedia e mi dispiace dirlo; sto saltando molti martedì da quando ci hanno spostato in centro, perché ci vado in perdita. Io vengo da Prato e non ne vale i soldi del viaggio fino a Massa. È il peggior mercato della zona, tra Marina di Carrara, Sarzana, Spezia, per non parlare di Forte dei Marmi.
In Largo Matteotti la musica non cambia più di tanto: «Credo che il problema sia soprattutto la ZTL che impedisce ai visitatori del mercato di accedere all’interno della città- dice Manuel D’Amore, dal suo banco di stock per bambini-; io penso che l’amministrazione dovrebbe spegnere la ZTL il martedì; parcheggio non se ne trova e la gente è scoraggiata a venire a comprare». «Sul viale Roma c’era più passaggio- dice Maria Ordovini che vende biancheria intima- ; ho rivisto stamattina per la prima volta una vecchia cliente che non riusciva a trovarmi da quando c’è stato il trasferimento; sento signore che ancora non sono riuscite a visitarlo tutto. Ricordo che persi molta clientela quando ci portarono sul viale Roma e che feci fatica a riconquistarne altra; oggi che siamo tornati in centro non ho più né l’una, né l’altra. «Noi siamo l’ultimo banco prima della rotatoria- continuano i titolari di un altro banco di biancheria-; oltre a prenderci tutto lo scarico delle auto, qui non ci arriva quasi nessuno. Per non parlare del fatto che dobbiamo iniziare ad aprire il nostro banco alle 8,15. Ci mettiamo quasi un’ora prima di essere pronti e per noi è troppo.
Gli alimentaristi si dividono tra quelli sul piede di guerra e quelli rassegnati, pronti a non tornare più a Massa per il mercato: «Sul viale Roma a quest’ora (sono circa le 11,30 ndr) avrei già battuto 150 scontrini- dice Gugliemo Balloni, titolare del banco di frutta e verdura fresca, oggi nel parcheggio della ex Intendenza di Finanza-; invece ne ho battuti circa 30. L’anno scorso, quando Asmiu veniva a ritirarmi le cassette di legno vuote si scherzava insieme e mi dicevano “ora basta”; adesso guardi qui: di cassette vuote ne ho tre. Al sindaco gli porterò il mio estratto conto, per farmi risarcire». «Non possiamo essere contenti- dice Guido Mannini che vende prodotti tipici locali-; guardi questo spiazzo, non c’è nessuno. Non vendiamo più nulla, la gente non sa dove parcheggiare e abbiamo i vigili urbani fissi a controllare che nessuno sgarri; fanno multe immediatamente, nessuno lascia l’auto neanche per tre minuti».
«Siamo produttori di miele, ne abbiamo di speciale- dice Pietro Bongiorni - ; siamo gli unici che vendono il passito delle api, ma qui non c’è mercato. A Cinquale in estate va molto meglio. Qualunque piazza, comunque, è meglio di questa. Prima eravamo dietro la statua di Garibaldi e credevamo che sarebbe stato impossibile far peggio. Invece è peggio».
«Guardi qui, abbiamo acceso solo un forno con spiedi – ci dice la famiglia Bernardini, storica tra gli ambulanti-; il secondo è spento. È andata bene i primi tre martedì, forse perché la gente voleva vedere le novità. Poi un piangere. Noi campiamo sulla vendita dei polli arrosto ed è circa il 30% in meno rispetto a tre mesi fa. Ci stanno facendo morire».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
