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Grandi appalti, solo uno su tre “premia” le piccole imprese

Grandi appalti, solo uno su tre “premia” le piccole imprese

Il vice ministro Riccardo Nencini ha presentato in Camera di commercio il nuovo codice per le opere Stop alle gare al massimo ribasso, trasparenza, valorizzazione della manodopera e del lavoro locale

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CARRARA. Un milione di appalti assegnati ogni anno che valgono circa il 15% del Pil. Solo il 30% è realizzato però dalle piccole e medie imprese. In pratica uno su tre.

Ma il dato shock è legato ai tempi di realizzazione delle opere pubbliche nel nostro paese: dalla progettazione alla consegna ci possono volere fino a 14 anni. Un tempo inaccettabile che spesso, purtroppo, non coincide nemmeno con la chiusura del cantiere ma lascia, sul territorio, mostri di cemento e silenzio.

Sono alcuni degli spunti di riflessione che il vice ministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini ha messo di fronte alla numerosa platea che ha partecipato alla presentazione del nuovo codice degli appalti di cui è uno dei maggiori promotori.

Tra il pubblico imprenditori edili, impiantisti, liberi professionisti, architetti, rappresentanti delle associazioni di categoria e numerosi sindaci della nostra provincia. Presentato dal presidente, Dino Sodini che ha valutato "molto positivamente il nuovo codice" denunciando a più riprese il male delle "opere incompiute e della corruzione" ma anche del "sistema del massimo ribasso", dell'impossibilità, fino ad oggi, di premiare nelle gare pubbliche le imprese che usano manodopera locale e di sostenere gli appalti a "km zero", legati quindi al territorio dove sono aperti i cantieri.

Punti che sono il nodo e lo snodo del nuovo codice: «Il nuovo codice è una delle cinque riforme più importanti di questo governo. - ha spiegato Nencini - Finalmente diamo certezza alla realizzazione delle opere, rendiamo più snello l'impianto normativo passando da 700 a 200 articoli, avvantaggiamo le piccole e medie imprese e privilegiamo, a parità di requisiti, le imprese che impiegano manodopera locale dando anche una risposta in termini di lavoro».

Le parole d'ordine del nuovo codice sono, infatti, semplificazione, trasparenza, risparmio e lotta alla corruzione.

Tra le novità più importanti che saranno introdotte lo stop alle gare con massimo ribasso per premiare le offerte economicamente più vantaggiose in un sistema che nell'80% dei casi - ha ricordato - il massimo ribasso del 30% era recuperato con una variante successivamente" annientando, di fatto, il ribasso.

Ed ancora il divieto di norme in deroga negli appalti, ad eccezione di eventi calamitosi, l'eliminazione dell'incentivo per i progettisti della pubblica amministrazione, le limitazioni all'appalto integrato, il potenziamento della fase progettuale.

Numerose le richieste di informazioni e delucidazioni da parte delle imprese, in particolari del settore costruzioni, che nel nuovo codice ripongono molte speranze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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