Il Tirreno

LA STORIA

Giacomelli recupera antichi vigneti

Fabrizio Palagi
Giacomelli recupera antichi vigneti

Roberto Petacchi investe nell’agriturismo e chiede la nascita di un consorzio per il vino

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CASTELNUOVO MAGRA. Poderi e vigneti sul confine fra monti e pianura, le terre del Colli di Luni presentano una notevole peculiarità nel vasto e variegato universo dei vini italiani, di fatto offrendo nuovi spunti sulla mappatura dei doc della Val di Magra. L'azienda Giacomelli è una della colonne portanti di tutto ciò, forte dei suoi tanti anni di attività nello scenario dell'enologia locale, al punto di guadagnarsi un posto importante nello scacchiere produttivo che fa della Valle della Luna uno dei volani del territorio, prima scoperto e poi valorizzato dagli antichi Romani. Roberto Petacchi ha raccolto il testimone lasciato dal nonno materno, Pietro Giacomelli, di fatto dirigendo l'attività commerciale dell'azienda , la cui sede logistica è in via Palvotrisia, ai piedi delle colline di Luni.

Il 45enne perito elettrotecnico si è lasciato alle spalle alcuni anni spesi nella facoltà di scienze politiche, poi abbandonata per dedicarsi alla sua grande e vera passione, appunto la produzione enologica, riscoprendo zone un tempo avocate a ciò, come appunto si dimostra essere il territorio che circonda l'antico borgo sovrastato dalle torri, sulla linea di demarcazione tra monti e mare. «Stiamo iniziando due nuove avventure - si racconta Roberto Petacchi - contraddistinte dal recupero di antichi e storici vigneti, posti proprio al di sotto della Torre che domina il centro storico castelnovese, peraltro da poco ristrutturata e quindi aperta al pubblico. E proprio sul turismo, visto come volano per il rilancio del territorio, puntano i nostri sforzi e interessi, dato che la produzione del vino può essere tranquillamente abbinata alla riscoperta del territorio. Il primo dei due suddetti obiettivi riguarda appunto il recupero del vigneto in zona Lavatoio, conosciuta anche da grandi personaggi con Veronelli e Mario Soldati, mentre il secondo è presso il podere Pianacce in località Caprignano. Territori e vigne dai cui filari si può ammirare la Val di Magra e il punto in cui Mar Tirreno e Mar Ligure dividono le acque.

Si tratta di antichi vigneti divenuti poco produttivi e quindi espiantati e poi sostituiti: poderi che un tempo delimitavano le proprietà del Vescovo di Luni da quelle dei marchesi Malaspina. Terre che adesso stanno fornendo la materia prima per nuovi vini, come il Boboli vermentino bianco, oppure il rosso Pergole Basse: prodotti che saranno il punto di forza delle nuove cantine dell'azienda nella quale sorgerà anche un agriturismo con mini appartamenti, una sala di degustazione e una cucina. Il tutto ci dà stimolo per rilanciare il territorio e quindi fornire un input al tentativo di ottenere un ritorno economico». Da qui l'invito-appello di Roberto Petacchi a colleghi e amministratori locali: «Ognuno di noi può tentare di abbellire e potenziare le proprie cantine, ma il supporto di un nascituro consorzio di settore ci offrirà le necessarie opportunità. A tutti dico: l'unione fa la forza. Abbiamo un territorio splendido e quindi sfruttiamo al massimo le risorse che esso ci regala».

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