Proteste
“Falsi” incidenti, 11 testimoni dal giudice
Rigettate tutte le eccezioni preliminari che chiedevano di spostare il procedimento a Milano
CARRARA. Al via, il processo per la (presunta) truffa alle assicurazioni che cinque persone – un avvocato, due carrozzieri e due cittadini lunigianesi definiti “prestanome” – avrebbero organizzato “mettendo in scena” falsi incidenti stradali per ottenere indennizzi e risarcimenti. Alcuni dei legali della difesa hanno presentato questioni preliminari relativi alla competenza territoriale chiedendo di rimandare gli atti del processo alla procura di Milano (dove sarebbe avvenuta la circostanza delittuosa). Il giudice Fabrizio Garofalo ha rigettato tutte le istanze: il processo è stato aggiornato al prossimo 8 marzo quando saranno sentiti i primi 11 testimoni. Sul banco degli imputati l’avvocato Paolo Monticelli (originario di Sanremo e residente a Carrara difeso dall’avvocato Paolo Pasquali con l’imputazione di falso in scrittura privata e falsità ideologico in certificati): due carrozzieri di Avenza, Davide e Alessandro Del Padrone (assistiti dal legale Giancarlo Caricato), per falsa testimonianza e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati (reato contestato in concorso con l’avvocato Monticelli) e due “prestanome”: Mirko Babbini di Ortonovo (assistito dall’avvocato Claudia Bugliani) e Riccardo Frediani di Carrara difeso dal legale Alessandro Ravani di Aulla.
Parti offese sono diverse compagnie assicurative, in prima filai Unipolsai (già Fondiaria -Sai), che sarebbe tra le compagnie che ha subito i danni più rilevanti.
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, i cinque imputati, con ruoli diversi avrebbero simulato sinistri stradali con danni ai mezzi ma anche alle persone in realtà inesistenti. Allo scopo di ottenere in modo indebito gli indennizzi assicurativi. Un “modus operandi” che sarebbe avvenuto attraverso false dichiarazioni con cui poi venivano certificati i presunti sinistri e ottenuti i risarcimenti. Somme relative ai danni subiti dai veicoli che venivano messi nero su bianco dai carrozzieri di Avenza. E che si concludevano sempre con la constatazione amichevole del sinistro stesso, con relativo indennizzo da parte dell’assicurazione. Un risarcimento che veniva avvalorato da un preventivo “confermato in ogni sua voce, spesa e danno” dai titolari della carrozzeria.
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