Il Tirreno

Massa, devastano la scuola per rubare computer

Melania Carnevali
Massa, devastano la scuola per rubare computer

Ladri in azione alle elementari e materne di Santa Lucia. Hanno messo sottosopra le aule, frugando anche negli zainetti dei bimbi, poi hanno fatto i loro bisogni senza tirare lo sciacquone e se ne sono andati via portandosi via tv, portatili, tablet e casse

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MASSA. Sono saliti sul bidoncino giallo della raccolta differenziata e da lì hanno sfondato la finestra con un calcio. Poi sono entrati e hanno buttato all’aria tutto: aule, laboratori, cassetti, mobili, mobiletti, banchi, scatole e addirittura gli zaini degli alunni e pure un frigo giocattolo, come se lì dentro potesse essere nascosto dell’oro. Quello dei grandi, s’intende. Poi sono andati in bagno, hanno fatto i loro bisogni, senza tirare lo sciacquone, e se ne sono andati, ripassando da dove erano entrati e portandosi via pc, televisori, tablet, casse, tutto quello che i genitori erano riusciti a comprare in questi anni a suon di banchetti e raccolte fondi. La cattiveria ha superato decisamente i limiti della fantasia alla scuola di Santa Lucia.

Un complesso situato in via Bassa Tambura, poco dopo il distretto sanitario, verso monti: al piano terra la scuola d’infanzia, al primo piano le elementari, sette aule, più i laboratori e un enorme giardino curato pieno di piante e giocattoli. Un gioiellino di scuola profanato dai delinquenti, perché in fondo rubare è sempre sbagliato, ma lo è ancora di più quando si ruba ai bambini e quando si viola il loro mondo. La loro scuola, il luogo dove studiano, giocano, sognano, crescono, imparano a socializzare, trasformato in un luogo del crimine. I loro pupazzi gettati a terra sopra i frammenti della finestra spaccata. I loro zaini aperti, scaraventati nel pavimento con i pantoloncini e le magliette che spuntano fuori. I loro cassetti aperti. Le loro aule buttate all’aria.

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I danni, poi, non sono pochi. Oltre al vetro (quello rotto per entrare), i ladri hanno sfondato anche le porte dei laboratori chiusi a chiave, quello di informatica e quello di inglese. E da lì hanno portato via tutto quello che potevano. Due televisori, di cui uno, ancora impacchettato, che i genitori dei bimbi erano riusciti a comprare con una colletta dei punti dell’Esselunga. Un terzo televisore è stato abbandonato a metà strada, rotto; probabilmente è caduto nella fuga: i ladri hanno provato ad accenderlo (la presa era attaccata alla corrente) e hanno capito che non funzionava.

Dall’aula di inglese hanno preso il proiettore, anche questo comprato dai genitori grazie al mercatino di Natale con i lavoretti che loro stessi, con i bimbi, avevano creato e poi si erano anche ricomprati. E poi hanno preso gli amplificatori, le casse, macchine fotografiche, un tablet e due computer portatili, di cui uno, anche questo, preso dai genitori con i punti del Conad. Questo, tutto alla scuola primaria.

Dalla scuola per l’infanzia invece hanno portato via una etichettatrice, lo stereo, le casse, i microfoni e tante altre cose di cui le maestre, ieri mattina, dovevano ancora fare l’inventario. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi del caso, e, a una prima ricostruzione, sembra che i ladri portassero i guanti e non abbiamo lasciato impronte. Di telecamere poi nemmeno l’ombra.

Per questo, mentre le maestre della scuola cercavano di rimettere in ordine, recuperando il recuperabile, la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Alfieri-Bertagnini, (di cui fa parte le scuola di Santa Lucia), Alessandra Valsega, lanciava i suoi j’accuse. «Questo - commenta - è uno dei complessi migliori di Massa, forse il migliore. È un patrimonio scolastico unico per questa città. Per la struttura ben tenuta ma anche per i suoi laboratori che nessun altra scuola, di questi livelli, ha. La scuola ha insomma delle potenzialità grandissime ma è stata assolutamente abbandonata. Credo - continua la dirigente scolastica- sia l’unica scuola di Massa a non avere un sistema di allarme. Sono stata tre anni all’istituto comprensivo Massa 6 e lì le scuole ce l’hanno. E io allora mi chiedo con quale criterio alcune scuole sono state dotate di sistemi di allarme e altre no. Bisogna mettere più attenzione a questa scuola, perché se lo merita davvero».

 

 

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