Lutto
Il falò di San Geminiano più forte di vento e pioggia
Malgrado le difficili condizioni atmosferiche lo spettacolo non è certo mancato Sul greto del fiume Magra una festa che ha attirato anche tanti forestieri
PONTREMOLI. Un tripudio di persone, un silenzio quasi irreale, mentre circa una ventina di fuochisti ondeggiando con le torce incandescenti stanno preparandosi a dar fuoco all’enorme pira (circa una quindicina di metri) che si trova sulle sponde del Verde proprio di fronte al medioevale ponte della Cresa.
Al segnale convenuto i fuochisti si avvicinano per dare via all’accensione della pira, una tra le fasi più delicate ed importanti, che se non eseguita in maniera perfetta rischia di mandare in fumo (letteralmente!) tutto il lavoro svolto. Questa la complessa fase preparatoria operata dai fuochisti di San Geminiano che poi, ad un segnale convenuto, come un cuore solo si sono gettati torce in mano contro l’immensa catasta di “bochi” per dare il via allo straordinario spettacolo. Quando i fuochisti hanno avvicinato le fiaccole alla pira, il fuoco ha iniziato a mordere con velocità sempre maggiore i bochi soprastanti in un tripudio di scintille e di fiamme che in un attimo sono giunte fino alla cima per poi librarsi nell’aria per diversi metri.
La fiamma si è alzata mirabilmente e si è lanciata contro il cielo: un’esplosione di luce improvvisa ed avvolgente, che ha rischiarato tutto attorno fino ad illuminare il fiume, le case attorno, i volti dei tanti appassionati e dei semplici curiosi. La pira dopo l’accensione ha un po’ ondeggiato sotto l’azione del vento ed una miriade di scintille si sono riversate sul greto creando anche una spettacolare immagine con lo sfondo del Campanone e della cupola del Duomo. Uno spettacolo straordinario quello offerto dai fuochisti di San Geminiano che fa il paio con quello regalato due settimane prima dai rappresentanti di San Nicolò a suggello di una manifestazione che ormai è diventata simbolo della città. E bisogna tributare ai fuochisti di San Geminiano un doppio riconoscimento perché sono riusciti a creare uno spettacolo straordinario nonostante le difficoltà atmosferiche.
Infatti dopo che per tutta la notte era piovuto, anche nella giornata era continuità a cadere su Pontremoli una pioggerellina leggera ma fastidiosa, gettando nella disperazione i sostenitori del patrono.
Ma i ragazzi, bardati con le loro sciarpe biancorosse (questi sono i colori dei zumian, ovvero la versione dialettale di Geminiano) non si sono lasciati scoraggiare ed anzi hanno raddoppiato la lena lavorando tutto il giorno incuranti dell’acqua e del maltempo.
Il risultato è stato di ottimo livello, forse inferiore allo straordinario falò di San Nicolò, ma in questo caso le condizioni atmosferiche hanno davvero “condizionato” la gara. Ed ora lo spazio è riservato alle due fazioni in campo che provano a decretare il vincitore esaltando le qualità del proprio falò e andando a trovare i difetti di quanto realizzato dalla compagine avversaria.
Una festa straordinaria arricchita dalla presenza di tanti pontremolesi ma anche di tanti “extra”, una partecipazione favorita anche dal fatto che quest’anno la disfida dei falò si è tenuta in un giorno festivo, ma che dimostra, una volta di più, che questa tradizione ormai ha varcato i limiti pontremolesi, e rappresenta un punto importante per fare capire la storia, i costumi delle nostre tradizione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
