Il Tirreno

Bomba carta a Ragoni, nessun indagato

Alessandra Vivoli
Bomba carta a Ragoni, nessun indagato

Dalle indagini condotte dalla polizia non emerse nulla di rilevante e non si profilò nessuna pista che facesse pensare a una intimidazione nei confronti del presidente del consiglio comunale di Carrara

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CARRARA. Nessun indagato per la bomba carta davanti al portone di casa del presidente del consiglio comunale, ed ex dirigente di Gaia, Luca Ragoni. E una ricostruzione dei fatti, ad un anno dell’accaduto, che tenderebbe a ridimensionare l’accaduto: dalle indagini condotte dalla polizia infatti non emerse nulla di rilevante e non si profilò nessuna pista che facesse pensare a una intimidazione nei confronti di Luca Ragoni.

L’episodio della bomba carta è stato portato alla luce, e alla ribalta dei media, dallo stesso presidente del consiglio che in questi ultimi giorni è finito nel mirino del Movimento 5 Stelle per la vicenda del suo divorzio, consensuale, ma non senza polemiche, da Gaia. È stato proprio Ragoni, con un lungo intervento, a parlare di “campagna denigratoria” nei suoi confronti. Campagna che sarebbe culminata, come lui stesso racconta, con una bomba carta esplosa davanti al portone della sua abitazione, un anno fa. Nei giorni dello sgombero del Comune occupato.

Lo scenario. Il presidente del consiglio comunale fa un passo indietro. E, nell’intervento di replica ai consiglieri grillini, ripercorre quelli che furono mesi molto complessi per l’amministrazione carrarese. L’otto novembre del 2014, a tre giorni dall’alluvione che mise in ginocchio Marina di Carrara, un presidio dei cittadini occupò il municipio (una parte dell’edificio in verità consentendo sempre il regolare svolgimento delle attività). Una mobilitazione che andò avanti per poco più di due mesi. A fine gennaio il sindaco Angelo Zubbani decise di procedere con la firma dell'ordinanza di sgombero che poi venne eseguita, in maniera del tutto pacifica, dalla polizia municipale. Questo lo scenario in cui va ad inserirsi l’episodio della bomba carta fatta esplodere davanti al portone di casa, portato alla luce, per la prima volta e a distanza di un anno, dal presidente del consiglio comunale Luca Ragoni.

La bomba carta e le indagini. Uno scoppio sotto casa. Così lo racconta il presidente del consiglio comunale. La corsa, dalla sede di Gaia a Carrara, per andare a prendere i figli allo scuolabus e portarli lontano dalla abitazione dove era stata messa la bomba carta. Un episodio che, assicura lo stesso Ragoni, su cui venne informata la polizia. E allora, si parla lo ricordiamo della fine del gennaio scorso, vennero avviate le indagini del caso ma, a quanto emerge, non ci furono elementi tali da far pensare a un atto intimidatorio. Nessun nome venne iscritto al registro degli indagati. Si parlò, allora, addirittura, di uno scoppio di petardi ad opera di alcuni ragazzini. Insomma sembra proprio non ci fossero elementi per parlare di un caso politico. E la vicenda, allora, non venne fuori, per volontà dello stesso presidente del consiglio che chiese il massimo riserbo su quanto era accaduto davanti alla sua casa.

Ora è proprio lo stesso Luca Ragoni a parlare della bomba carta e dell’esplosione. È lui a ricordare un clima, come lui stesso sottolinea, di tensione, e una campagna denigratoria nei suoi confronti. Lo fa nel replicare ai grillini che hanno avuto gli accessi agli atti sul suo addio a Gaia.

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