Il Tirreno

Rapinatori seriali, svolta nel processo

Rapinatori seriali, svolta nel processo

In tre misero a segno sette colpi. Arrestati a Sarzana, il tribunale di Spezia dichiara l’incompetenza, torna tutto a Massa

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Rapinatori seriali c’è la svolta: il processo si farà a Massa. Nei giorni scorsi il tribunale di Spezia (provincia in cui era scattato l’arresto dopo l’ultimo colpo) ha dichiarato l’incompetenza rimettendo tutto a Massa.

La vicenda risale alla scorsa primavera. Un commando di tre uomo era entrati in banca, per compiere una rapina, la settimana in ordine di tempo. Ma all’uscita avevano hanno trovato la polizia. Dopo gli ultimi due colpi nel carrarese, erano partite le indagini. Ad aprile il blitz: i malviventi avevano scelto l’Ubi-Banco di San Giorgio a Sarzana. In manette Davide Lo Presti, classe 1975 (originario di Torino, residente a Carrara, assistito dall’avvocato Giuseppe Ricciotti). In carcere anche Claudio Boffa, 52 anni di Torino, e Giuseppe Zocco 57 anni, residente nel capoluogo piemontese ma nato a Siracusa (per lui furono poi disposti gli arresti domiciliari, per motivi di salute).

I colpi e l’arresto. Nell’aprile scorso l’ assalto all’Ubi San Giorgio di via Muccini a Sarzana.

Ma, proprio pochi minuti dopo aver commesso la rapina, i tre malviventi erano stati bloccati e ammanettati della polizia che era già sulle loro tracce da tempo, dopo alcune rapine commesse nella zona di Carrara di cui sono ritenuti responsabili.

La polizia di Carrara (il quartier generale era la casa di Lo Presi nella città apuana di qui la competenza delle indagini) stava seguendo i movimenti dei tre componenti della banda. Quando li aveva quindi visti partire, a bordo di una macchina con la targa risultata rubata, si era messa sulle loro tracce. La destinazione era Sarzana, e in particolare la banca Ubi San Giorgio di via Muccini.

I poliziotti, coordinati allora dall’ex dirgente dottor Raffaele Gargiulo, avevano visto entrare due dei banditi, con delle parrucche nere in testa e gli occhiali da sole. L’altro complice era rimasto a bordo dell’auto parcheggiata poco distante.

I due erano quindi entrati nell’istituto bancario minacciando il personale e la clientela con due taglierini. Una volta preso il denaro (circa 8.000 euro) erano usciti per raggiungere la macchina verde sulla quale il terzo uomo li attendeva a bordo.

Ma l’autista era già stato bloccato dai poliziotti, e così è accaduto per gli altri due rapinatori. Che vennero poi condotti in commissariato a Carrara per essere interrogati. Il “commando” aveva agito infatti senza sapere di essere seguito dagli agenti del commissariato di Carrara, sulle loro tracce da tempo perché sospettati di altre due rapine recenti proprio nel capoluogo apuano.

Per tutti e tre i banditi erano quindi scattate le manette.

Adesso si va verso il processo che sarà celebrato nel tribunale di Massa.©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web