Il Tirreno

Omicidio Taibi, il procuratore capo: "L'indagato è soltanto uno"

Danilo D’Anna
Omicidio Taibi, il procuratore capo: "L'indagato è soltanto uno"

I familiari di Roberto Vignozzi, l’ex postino che ha confessato di aver ucciso il maresciallo dei carabinieri restano persone informate sui fatti. Al momento nulla cambia nei loro confronti, dopo l’interrogatorio fiume e la prova dello stub, al quale sono stati sottoposti

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. I familiari di Roberto Vignozzi, l’ex postino di 72 anni che ha confessato di aver ucciso con un colpo di pistola il maresciallo Antonio Taibi, 47 anni, restano persone informate sui fatti. Al momento nulla cambia nei loro confronti, dopo l’interrogatorio fiume di giovedì e la prova dello stub, al quale sono stati sottoposti la moglie del killer e i figli Riccardo e Alessandro. Gli inquirenti però non escludono nulla, nemmeno che prossimamente possano esserci altre persone iscritte nel registro degli indagati. «Allo stato attuale dico di no - spiega il procuratore capo Aldo Giubilaro -. In seguito tutto è possibile». Per la prova dello stub non c’era bisogno di tutele giuridiche, ma se dovessero essere fatti ulteriori accertamenti ecco che l’iscrizione sul registro degli indagati scatterebbe automatica. Per tutela degli interessati.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12866156:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/01/30/news/giangrande-scrive-alla-famiglia-di-taibi-1.12866156]]La frase su Facebook. Per ora nessun accertamento è stato fatto sul post pubblicato dal figlio più piccolo di Vignozzi, Alessandro. Una frase sibillina: «Ora ci facciamo due rise....vediamo chi e il zoppo che li piace zoppicare con l infame........». Testuale. La data di pubblicazione è il 26 gennaio alle 19.37. Poche ore dopo la condanna per possesso di droga pronunciata in tribunale a Massa dal giudice Alessandro Trinci. E soprattutto dodici ore prima che il padre Roberto premesse il grilletto contro Taibi. La sensazione è che sia strettamente collegato all’omicidio, ma è una sensazione e basta. Per poter contestare reati bisogna trovare le prove e per ora alcun tipo di accertamento è stato fatto in questo senso. Riccardo, Alessandro e la mamma sono stati sentiti come persone informate sui fatti. Congiunti dell’indagato, per giunta. Così avevano anche la possibilità di non rispondere alle domande degli inquirenti. Anche se in realtà non si sono sottratti al fuoco di fila. Dicendo che quando il capofamiglia era in via Monterosso a compiere la vendetta loro erano in casa e che quindi non sapevano nulla di quello che aveva intenzione di fare l’ex postino.

Vignozzi-Taibi. Il maresciallo conosceva bene l’uomo che poi è diventato il suo assassino. Si erano scontrati alcune volte, come hanno raccontato i colleghi del militare. Taibi era stato assalito con parole pesanti dal pensionato, ma visto che di fronte aveva un anziano è rimasto impassibile. Pregandolo soltanto di allontanarsi perché il rischio era quello dell’oltraggio a pubblico ufficiale. Una contestazione che Taibi non ha mai fatto, proprio perché non si sentiva minacciato. E soprattutto non credeva che quel settantenne potesse spingersi a tanto.

Gli altri testimoni. Oltre all’indagato e ai suoi familiari sono stati sentiti anche altri testimoni, persone che abitano nel condominio dove è avvenuto il delitto e i parenti della vittima. Anche le donne delle pulizie sono state convocate in caserma. Quello che hanno detto verrà confrontato con i risultati dei rilievi effettuati dai Ris. Non ci sono dubbi che a sparare sia stato il settantaduenne, resta da capire se ha avuto degli aiuti da qualcuno. Per questo si stanno valutando anche le utenze telefoniche utilizzate dall’anziano. Anche se pare improbabile che possa aver commesso l’errore di comunicare con eventuali complici.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze