Sicurezza
Montignoso, la minoranza Dem non ci sta
«Attacchi scomposti alla Bertocchi, sindaco confuso». E chiede le dimissioni di Gianfranceschi
MONTIGNOSO. Primarie cancellate, assessora Bertocchi esautorata: la minoranza del Pd non ci sta. E contrattacca. Chiedendo, a sua volta, le dimissioni dell’assessore al Bilancio Raffaello Gianfranceschi.
«In questi giorni – dice la minoranza – abbiamo assistito ad una serie di attacchi personali, nei confronti dell’assessore Angela Bertocchi condotti in maniera scomposta, al limite della violenza verbale. Vogliamo esprimere la nostra solidarietà ad Angela, conoscendo l'impegno e la costanza con cui ha esercitato il suo ruolo, ottenendo importanti risultati». Poi, l’attacco a Gianfranceschi: «Per senso di responsabilità non abbiamo strumentalizzato la preoccupante situazione del bilancio comunale. Non possiamo però accettare che l’assessore al Bilancio, invece di spiegare con chiarezza cosa ha portato a questa drammatica situazione, si preoccupi di interrogare un altro assessore con argomentazioni indegne. Vorremmo chiarire una volta per tutte che l'assestamento di bilancio in consiglio comunale è stato approvato, per la prima volta nella storia del Comune di Montignoso, col parere negativo del Revisore dei conti che evidenzia irregolarità gravi, e oggi il problema non è cosa ha fatto la Bertocchi, ma è capire se quella decisione è stata giusta e se il nostro bilancio è in pareggio, come prevede la legge. Secondo noi emerge con evidenza la necessità di revocare la delega all'assessore Gianfranceschi che avrebbe già dovuto spontaneamente presentare le dimissioni».
Ma ce n’è anche per il sindaco Narciso Buffoni: «Ci sembra in un momento di grande confusione: vorremmo ricordargli che è competenza del sindaco nominare e revocare gli assessori se non godono più della sua fiducia, per cui il provvedimento che ha preso di togliere le deleghe senza destituire l'assessore Bertocchi è incomprensibile se non ascrivendolo ai giochetti della vecchia politica della Prima Repubblica. Dunque, in vista delle elezioni, la minoranza Dem chiede un «vero» confronto programmatico «partendo anche da una necessaria autocritica rispetto a quanto in questi 5 anni non siamo stati in grado di realizzare. Invece si sta portando avanti un tentativo folle di esclusione di ogni dissenso, soffocando le posizioni divergenti sia a livello amministrativo che di partito. Basti pensare che è da quasi un anno che non viene convocata una maggioranza a livello consiliare e scelte importanti quali l'approvazione dell'assestamento di bilancio o l'avvio del procedimento del Piano Strutturale, sono state prese senza alcun confronto con i consiglieri che sostengono questa Giunta».
Per la minoranza, quindi, la prossima amministrazione «dovrà necessariamente rappresentare una discontinuità rispetto all'attuale e garantire quel rinnovamento nelle persone e nelle idee che diventa improrogabile. A partire dalla scelta del candidato sindaco». Una scelta che «non può essere liquidata in una direzione comunale di 50 persone, ma deve necessariamente passare attraverso le primarie, mettendo in condizione la cittadinanza di partecipare a questa decisione. Rivolgiamo, quindi un appello al nostro partito, affinché accetti la sfida delle primarie, per salvaguardare l'unità del Pd, ma soprattutto per il bene della città».
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