Il dolore
Lo investì dopo una lite: 5 anni e mezzo
Massa, il gup ha riconosciuto l’accusa di omicidio preterintenzionale per l’uomo che aveva travolto un romeno che chiedeva soldi
MASSA. Omicidio preterintenzionale. L’accusa ha retto fino alla fine ed è costata, con il rito abbreviato, una condanna a cinque anni e mezzo a Carlos Gado, un massese di 58 anni che nel luglio del 2013 aveva investito e ferito gravemente un romeno che chiedeva l’elemosina davanti al Penny Market: Ionica Stanciu, 44 anni, era caduto e aveva picchiato violentemente la testa contro un cordolo di cemento. Trauma cranico e ricovero nel reparto di rianimazione dell’ospedale Cisanello di Pisa. La ferita però era talmente estesa che dopo nemmeno 24 ore l’uomo morì.
Un incidente strano quello che è costato la vita allo straniero. Per diversi motivi. Il primo perché l’automobilista e il pedone si conoscevano, il secondo perché dopo l’incidente l’italiano era andato dai carabinieri chiedendo se qualcuno lo aveva denunciato per lesioni perché aveva raccontato ai militari di aver litigato con un nordafricano nei pressi della stazione e di averlo preso a schiaffi. Nemmeno un accenno dell’incidente davanti al Penny Market. All’uscita dalla caserma ad aspettare Gado però c'erano i vigili urbani che, dopo aver effettuato i rilievi, aver raccolto alcune testimonianze e ascoltato descrizioni, in primis quella della sorella della vittima, erano riusciti a rintracciare l’auto pirata, una Panda bianca, e il suo conducente. L’uomo conosceva la sorella di Stanciu, ma la lite era nata perché il romeno voleva dei soldi. Gado aveva detto di no apostrofando in malo modo il conoscente. E questi si era avventato contro l’ultilitaria.
Per tentare di sfuggire all’aggressione era partito a razzo (ma la velocità non era elevata) scontrando Lonita. Il quarantaquattrenne era caduto all’indietro battendo la testa. Proprio questa dinamica aveva convinto il sostituto procuratore Vito Bertoni a contestare l’omicidio preterintenzionale piuttosto che quello colposo. Il pm è stato trasferito, ma la tesi della procura ha retto anche davanti al giudice dell’udienza preliminare. Merito della requisitoria del sostituto Alessia Iacopini, che in un’ora è riuscita a dimostrare come quell’incidente fosse l’epilogo di una lite. E soprattutto ha puntato il dito sul comportamento di Gado che fino all’ultimo ha tentato di nascondere quello che aveva fatto.
Certo, non c’era la volontà di uccidere Stanciu. Ma la caduta era stata rovinosa e lo straniero era finito a terra a peso morto battendo violentemente la testa contro il marciapiede. Una morte tremenda e atroce. In pratica non si è più ripreso dal coma. La difesa dell’imputato attenderà le motivazioni della sentenza del giudice De Mattia, ma poi la impugnerà. Nessun commento però da parte del legale.
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