Il dolore
In maggioranza, ma tutti contro tutti
Psi deluso del rimpasto, Sel divisa, Articolo Primo con un piede fuori, mal di pancia nel Pd. E la 28 Aprile: no al Volpi bis e noi ci stiamo
MASSA. Che strada prenderà il centro sinistra a Massa da qui fino al 2018, anno delle prossime elezioni amministrative? Le anime del centrosinistra locale appaiono divise e, a sentire le ultime dichiarazioni rilasciate durante la trasmissione televisiva Logos, andata in onda giovedì sera su Antenna3, difficilmente riusciranno a tener in vita una coalizione omogenea.
Intanto, i primi a far capire che “qualcosa si è rotto” sono stati i Socialisti: Sirio Bonini segretario comunale del Psi non tiene più il sassolino nella scarpa e dichiara: «Me lo faccia dire, usciamo da questo percorso durato più di sei mesi con le ossa rotte, per come è finito e per come è stato portato avanti». Il riferimento al rimpasto di giunta, finito con l’allargamento a Sel e l’ingresso di un altro membro del Pd tra gli assessori è chiaro: «Il problema della quota rosa- continua Bonini- era dunque solo per il Psi; non mi pare Alessandro Balloni sia una donna. Ne abbiamo preso atto. Diciamo però al sindaco Volpi che in politica ogni azione ha una conseguenza. Noi socialisti meritavamo di stare in maggioranza e in giunta, quanto gli amici di Sel; consideriamo miope e illogico l’ingresso di un altro soggetto del Pd. Rimaniamo in maggioranza per fedeltà politica e perché sappiamo come si sta in una coalizione, ma prenderemo le dovute misure per i prossimi anni».
«Risolveremo il gap che si è creato con i Socialisti prestissimo- rassicura Carlo Paolini della segretaria regionale di Sel, preoccupato per lo strappo creatosi con il Psi– abbiamo bisogno dei socialisti in coalizione, non possiamo permetterci di perdere una tale forza politica; possiamo invece far a meno delle finte liste civiche di oggi, che non hanno portato nessun buon risultato». Paolini cerca di tenere in vita una stretta coalizione “storica” con Pd, Psi e Rifondazione, dichiarando finiti gli Arancioni «senza un leader e rimasti in quattro gatti» e additando come «abusivi» quelli di Articolo Primo.
Il civismo rimasto a Massa si ribella: ""Siamo gli unici – risponde Fabrizio Brizzi, consigliere della 28 Aprile- a fare vera opposizione, a dire alla città la verità. Vogliamo stare dentro la coalizione di centro sinistra, ma non con il sindaco Volpi. Chiediamo già da ora le primarie per individuare un nuovo candidato sindaco, perché Volpi non è in grado. Non è l’uomo cha ha riunito il centro sinistra, non fa gruppo, non fa sintesi».
L’idea, invece, pare proprio sia quella di riproporre un Volpi bis nel 2018, senza passare dalle primarie, non obbligatorie se la coalizione converge sul nome di un sindaco uscente. Non è d’accordo neanche Articolo Primo: «Primarie sempre e comunque- dice Riccardo Pelliccia, responsabile provinciale dell’associazione- e riguardo la nostra collocazione in maggioranza, siamo onesti: nessuno può buttarci fuori, il nostro consigliere Ortori è stato eletto in maggioranza e lì rimarrà. L’accordo di programma tra Pd, Sel, Psi e Rifondazione però non lo firmiamo». Così Pelliccia scopre (da Sel) che ci sono state già due riunioni a cui Articolo Primo non è stato invitato, per discutere di temi legati all’attività amministrativa e che a breve verrà tolta la presidenza della commissione Lavori Pubblici a Simone Ortori. «Degli inviti mancati ce ne faremo una ragione - commenta Pelliccia- ; aspettiamo che sia il sindaco a dirci di uscire dalla maggioranza. Sulla commissione ho già detto che servirà il voto di tutti per sfiduciare Ortori».
Se la ride sotto i baffi, in tutto questo prendersi a schiaffi, il Pd di Massa, rafforzato dall’alleanza con Sel e per niente scalfita dai mal di pancia interni. La capogruppo Pd di Massa Elena Fruzzetti racconta di un gruppo «coeso, collaborativo, stimolante, che sui temi importanti c’è». A rappresentare il rinnovamento (auspicato) del Pd, invece, c’è Massimo Peri, uomo molto vicino a Giacomo Bugliani fin dalla sua elezione a consigliere comunale; Peri fa ancora parte del Forum Pd Massa 2.0: «Per questi signori davanti a me, pare che il 31 maggio non sia successo nulla, non siamo contro il sindaco Volpi, anzi, speriamo faccia bene fino alla fine del suo mandato. Bugliani sindaco? Se continua così lo candideranno anche a Papa. Noi lo vogliamo in Regione. Al Pd chiediamo però più apertura, più trasparenza, più inclusione e partecipazione».
«Francamente sono esausta di sentire parole come rinnovamento, partecipazione, trasparenza- conclude Elena Fruzzetti-; chiedo di uscire da questi clichè, anche perché chi dovrebbe rappresentare questo rinnovamento mi pare che produca poco fattivamente; ci sono troppi consiglieri muti nel gruppo; siamo il partito più inclusivo che esista. Tutti ci vogliono entrare anche chi oggi lo nega come gli Arancioni. E questa distinzione tra nuova e vecchia politica ormai ha stancato».
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