Il Tirreno

Gli occhi lucidi degli studenti e degli sportivi

Gli occhi lucidi degli studenti e degli sportivi

Decine di bambini, calciatori e pallavolisti E il mondo della scuola per dire no alla violenza

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. In via Chiesa, nella caserma dei Carabinieri, è allestita la camera ardente del maresciallo Taibi e sono tanti, tantissimi, i carrarini che in fila, compostamente, attendono. Di salutare il carabiniere, di stringersi intorno alla famiglia. Oltre mille persone. Uomini e donne in divisa, in rappresentanza delle forze dell’ordine, con gli occhi lucidi e la voglia di dire alla moglie, ai figli, ai genitori e ai fratelli del maresciallo che non li lasceranno soli. Che ci saranno.

Le divise, gli adulti, gli amici, i colleghi. Poi ci sono loro, i bambini, quelli che la tragedia la sentono, ma ancora faticano a ricostruirla. Ci sono i ragazzi della Massese: 14 anni, il giubbino della squadra. E gli occhi confusi: «Mercoledì sera il nostro amico e compagno di squadra (il figlio minore del maresciallo ndr) non è venuto agli allenamenti. Pensavamo che si sentisse male, che avesse la febbre, invece ci hanno spiegato che era successa quella cosa terribile». Quella cosa terribile perché la parola è difficile da trovare. Anche nel vocabolario dei grandi. Ma loro, i giovanissimi guidati da Corrado Grassi, vogliono esserci, per salutare l’amico a cui hanno portato via il babbo, sulla soglia di casa. Per stare vicino alla famiglia: «Esprimiamo tutta la nostra solidarietà perché - sono le condoglianze della società - la perdita è incalcolabile. Siamo in lutto, pronti a stare ancora più vicini al figlio del maresciallo».

I giovani, gli sportivi, i ragazzi e il mondo della scuola con le lacrime occhi: delegazioni degli istituti di ogni ordine e grado, non solo di Carrara, ma dell’intera provincia. E se la presenza dei compagni di scuola dei due figli del carabiniere, come quella dei colleghi del maresciallo, è quasi attesa, naturale manifestazione di vicinanza, sorprendono le decine di studenti che, pur non avendo mai nemmeno incrociato i due ragazzi, vogliono esserci. Esprimere cordoglio. I giovani dell’alberghiero, per l’ultimo saluto, mettono la loro “divisa”: cuochi e camerieri per dire che oltre i libri c’è la vita vera. La scuola c’è e c’è perché il maresciallo Taibi l’ ha sempre considerata suo interlocutore. Nelle scuole, tra i ragazzi, è stato molte volte durante gli incontro sui temi della legalità, sull’educazione civica, sulla giustizia. Tanti studenti lo hanno incontrato, lo hanno conosciuto, lo hanno ascoltato. Tanti gli hanno fatto domande, chiesto consigli, partecipato alle “lezioni” che teneva.

Tra i ragazzi nelle scuole e nello sport: nella Massese, accanto a suo figlio più piccolo. Nella Pallavolo Massa, accanto a quello più grande, e con un ruolo da dirigente.

E forse, oltre la conoscenza diretta del carabiniere, oltre l’esperienza della sua umanità, c’è la sensazione che la tragedia non possa non toccare la scuola. C’è la volontà di dimostrare che scuola è soprattutto, e prima di ogni altra cosa, un “no” alla violenza. Educazione al dialogo, al confronto.

Cinzia Chiappini
Chiara Sillicani
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa