Sicurezza
Una persona normale che diventa assassino
Il procuratore Aldo Giubilaro parla da criminologo: un caso classico come il delitto di Avetrana
CARRARA. Non parla solo come procuratore capo della Repubblica il dottor Aldo Giubilaro. Ma anche come criminologo, un ruolo che gli va particolarmente a genio e per il quale a maggio è invitato a partecipare, come relatore al convegno mondiale, in Messico, di crimologia e delitto penale.
«È una vicenda tragica - comincia col dire il procuratore capo - ed è il classico caso di come una persona normale si trasforma in assassino lucido e premeditato. La sentenza del giudice non ha solo condannato i figli di Roberto Vignozzi, ma anche lui stesso, come uomo e come padre».
«Quella condanna del giudice - continua Giubilaro - è stata vissuta come un attestato di incapacità, un marchio da sottoporre alla riprovazione della gente. In questi casi, e in criminologia ce ne sono davvero tanti, quando si ha la presa di coscienza del proprio fallimento, o ci si elimina, ci si toglie la vita o si sposta la colpa sugli altri. E con un gesto estremo, come il delitto, è come se si volesse fare sapere agli altri che la colpa è degli altri, come se ci si liberasse di un macigno».
Il procuratore capo fa una citazione che riporta a un caso rimasto per anni alla ribalta delle cronache, quello del delitto, ad Avetrana, di Sara Scazzi.
«Dicono che zio Michele, dopo aver addossato la colpa alla moglie, quella stessa moglie che lo trattava come uno zerbino, in carcere cantava - spiega Giubilaro - Si era tolto un peso. Come è successo a Roberto Vignozzi, dopo aver ucciso quella che per lui è diventata, alla luce della condanna del giudice, la causa del suo fallimento come padre e come uomo. Quando l’ho visto, subito dopo il delitto in procura, era sereno».
Procuratore, criminologo ma anche uomo e padre. Aldo Giubilaro conclude la sua riflessione con un pensiero per i familiari del maresciallo dei carabinieri ucciso.
«Il mio pensiero va ai figli, per loro questo lutto sarà dirompente - dice con la voce rotta il procuratore capo - Guardo a quei due ragazzi con la massima solidarietà umana. Per loro saranno momenti davvero molto difficili e avranno bisogno dell’appoggio di tutti».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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