Parcheggi spariti a Marina ricorso al Consiglio di Stato
MASSA. Non è finita la battaglia legale attorno al comparto commerciale-residenziale fra via San Leonardo e via Ascoli a Marina di Massa. I legali della Castruccio Srl, una delle società che...
MASSA. Non è finita la battaglia legale attorno al comparto commerciale-residenziale fra via San Leonardo e via Ascoli a Marina di Massa. I legali della Castruccio Srl, una delle società che realizzarono il centro (le altre furono La Marina Srl e Azzurra Srl, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che riconosceva piena ragione al Comune di Massa e condannava le tre società a risarcire per 165.974 euro palazzo civico.
Si tratta di una vicenda di convenzioni, stipulate fra Comune e aziende costruttrici non rispettate. Ma con ricadute sulla collettività in fatto di parcheggi, piazze e spazi pubblici. In sostanza, nel 2002, fu sottoscritta una convenzione che autorizza Castruccio e C a realizzare un centro commerciale e residenziale formato da sei fabbricati; in cambio le tre società si impegnano a cedere gratis al Comune i terreni di loro proprietà ricadenti nel comparto destinato all’edificazione con annessi parcheggio, piazzetta e passaggio pedonale. A inizio 2007 sembra tutto fatto: negozi e appartamenti sono terminati e già venduti ai privati. Ma al momento del collaudo il Comune scopre che il parcheggio pubblico è stato realizzato in difformità dal progetto originale e con “carenze esecutive tali da inibirne l’utilizzo”. In pratica ci sono 9 posti auto e 21 posti per scooter in meno. L’amministrazione civica, a quel punto, intima alle società costruttrici di modificare i lavori, minacciando in caso contrario di tenersi le fidejussioni versate dalle ditte stesse. Il problema, però, è che nel 2009 fallisce la Castruccio, società che aveva sottoscritto le garanzie. Non solo: uno dei creditori della Castruccio chiede il pignoramento della piazzetta e del parcheggio per debiti non pagati. Una richiesta ammissibile, perchè quelle opere non sono ancora giuridicamente entrate nella proprietà del Comune proprio perchè l’ente chiedeva, prima di perfezionare il rogito, che il parcheggio venisse messo a norma. Un pasticcio, insomma, che il Comune cerca di risolvere rivolgendosi al Tar. E il tribunale amministrativo toscano dà ragione a palazzo civico. I giudici hanno cioè riconosciuto quel che sosteneva palazzo civico e cioè che le opere che le tre ditte dovevano realizzare e trasferire al Comune - secondo quanto prevedeva la convenzione - una piazza, un parcheggio e un percorso pedonale, non sono state fatte come pattuito. Ma i giudici amministrativi aggiungono anche dell’altro: stabiliscono che parcheggio e piazzetta sono di proprietà pubblica e non possono essere pignorati. Ossia, trasferisce in capo al Comune la proprietà delle opere di urbanizzazione riconoscendone il vincolo pubblico. E condanna le società a risarcire con la somma di 165.974 euro il danno di immagine provocato all’amministrazione e il danno subito dalla collettività per la ritardata disponibilità delle opere pubbliche. Una vittoria su tutti i fronti, dunque, ma solo provvisoria. Adesso, infatti, la Castruccio presenta ricorso al Consiglio di Stato.
Claudio Figaia
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