Sicurezza
Le prime parole in Procura: dottore, siamo qui
È entrato in Procura (nella foto), dopo aver lasciato l’arma del delitto nell’abitacolo della macchina, quella con cui da via Monterosso si era diretto a Massa. Con l’obiettivo di costitursi. Il...
È entrato in Procura (nella foto), dopo aver lasciato l’arma del delitto nell’abitacolo della macchina, quella con cui da via Monterosso si era diretto a Massa. Con l’obiettivo di costitursi. Il procuratore capo Aldo Giubilaro, uno che con la gente ci parla, tanto, visto che ai suoi ricevimenti la fila arriva fin fuori dalla stanza, Roberto Vignozzi non lo aveva mai visto prima.
Non era mai andato in Procura a parlare dei suoi problemi, e nemmeno a perorare la causa dei due figli che gli davano così tante preoccupazioni.
Roberto Vignozzi in Procura è arrivato solo mercoledì mattina, per confessare di avere ucciso un uomo. Un carabiniere.
Il procuratore Aldo Giubilaro è andato nell’ufficio in cui Vignozzi stava seduto, ad aspettare il suo destino. «E allora?» Gli ha detto il procuratore capo. «Dottore siamo qui» ha risposto l’ex postino.
E poi più nulla, è rimasto seduto, calmo e zitto in attesa che tornassero i carabinieri e lo portassero prima in caserma e poi in carcere a Massa dove attualmente si trova.
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