Sicurezza
Carabiniere assassinato, l'ex postino: «Non volevo ucciderlo, è stata una tragedia»
Carrara: Roberto Vignozzi è in carcere e ha risposto a lungo alle domande dei carabinieri. Nel 1997 la vincita al Totogol, poi la fortuna aveva voltato le spalle all’ex postino. In Duomo i funerali di Stato: attesi i ministri Alfano e Pinotti
CARRARA. «Io non volevo uccidere. È stata una tragedia». Lo ha ripetuto più volte Roberto Vignozzi durante l’interrogatorio a cui è stato sottoposto subito dopo il fermo (come unico indiziato dell’omicidio del maresciallo Antonio Taibi). Lo ha detto di nuovo, con voce ferma, nella mattinata di ieri.
QUELLA MAXI VINCITA ANDATA IN FUMO
Davanti agli inquirenti l’ex postino di 72 anni è rimasto calmo. Ha risposto alle domande. Ha parlato dei figli, dei suoi due ragazzi che avevano “buttato male”. E ripercorso all’indietro, una storia fatta di denunce, di reati legati al mondo della droga. A cominciare dal primo arresto di Riccardo, nel 2007. Da allora per Roberto Vignozzi la vita era profondamente cambiata. Proprio quella vita a cui, nel 1997 (dieci anni esatti prima dall’inizio dei guai del figlio maggiore) l’ex postino sembrava avere dato una svolta. Una schedina, giocata in società con un amico, e una vincita milionaria: 2,6 miliardi di vecchie lire per un otto centrato al Totogol (e non al Superenalotto come scritto in un primo momento).
Sembrava l’inizio di un periodo d’oro. Ma in realtà le cose non si erano poi messe così bene per Roberto Vignozzi, la compagna domenicana e i due figli, Riccardo e Alessandro. Quei due miliardi e 600mila euro erano finiti in fretta: aveva comprato una casa, a Marina vecchia, il quartiere dove era cresciuto, e aveva anche cominciato ad arredarla alla grande, proprio come le tante ville della zona. Il gruzzolo vinto grazie alla fortuna si era assottigliato, giorno dopo giorno. E, parallelamente aumentavano i pensieri per i figli. Lui, che a Marina tutti conoscevano come il postino, e che ricordavano per il carattere schivo e mite, aveva cominciato a essere sulla bocca della gente. Perché i figli erano finiti in brutti giri. Roberto Vignozzi aveva tenuto duro, anche quando della fortuna vinta al gioco non era rimasto nulla. Tanti soldi andati in fumo. E tanti problemi che aumentavano.
A Marina vecchia in molti avevano notato quanto era cambiato negli ultimi anni, come era diventato taciturno, assorto nei suoi pensieri, poco propenso a fermarsi a fare quattro chiacchiere al bar, come faceva un tempo. Aveva continuato a compilare la schedina del Totogol, ma la dea bendata sembrava essersi dimenticata di lui. un triste declino e il tragico epilogo di una vita all’apparenza normale.
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I FUNERALI DI STATO
Carrara saluta oggi per l’ultima volta Antonio Taibi. Alle 9,30 si è aperta la camera ardente nella caserma dei carabinieri di via Chiesa, in centro città e alle 16,30 in Duomo verranno celebrati i funerali di Stato officiati dal vescovo; è data per certa la presenza di almeno un esponente del governo. Nel frattempo il sindaco ha indetto il lutto cittadino.
Sarà un lungo addio, quindi, quello che Carrara darà oggi a Taibi. La città apuana lo aveva accolto ormai vent’anni fa; qui si era sposato e aveva messo su famiglia. Nell’ordinanza del Comune che istituisce il lutto cittadino, si «esprimere alla famiglia e all’arma dei Carabinieri il più profondo senso di cordoglio di una comunità colpita e sgomenta per l’uccisione di un esemplare servitore dello Stato che ha pagato con la vita il suo impegno quotidiano a difesa della legalità e della sicurezza». E poi l’invito dell’amministrazione a «tutti i cittadini, gli enti, le istituzioni scolastiche, le attività commerciali e produttive, le organizzazioni sociali e culturali a esprimere la propria adesione al lutto nelle forme più opportune».
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Alla cerimonia funebre saranno presenti, oltre ai vertici dell’arma, il vescovo Giovanni Santucci e le autorità locali: è atteso in città anche almeno un esponente del governo, si parla del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, e forse il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Indiscrezioni sulla presenza del premier Matteo Renzi o del Capo dello Stato, Sergio Mattarella non hanno al momento trovato conferme. Ma saranno soprattutto Carrara e i carraresi a stringersi attorno alla famiglia Taibi. Lo dimostrano le iniziative lanciate da alcune scuole: l’Istituto Alberghiero Minuto di Massa sarà presente al rito in Duomo con una delegazione di studenti che indosserà la divisa da cucina.
VIDEO Il sindaco di Carrara: "È stata un'esecuzione"
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L’Istituto comprensivo Carrara e Paesi a monte, presso il quale studia uno dei due figli del maresciallo, ha pubblicato sul profilo Facebook della scuola un nastro nero in segno di lutto e ha rivolto un messaggio di cordoglio alla famiglia Taibi. Nel frattempo i messaggi di cordoglio e condanna per l’accaduto si moltiplicano e rimbalzano da un capo all’altro della città. Tra i più significativi quello della Fondazione Caponnetto, in prima linea contro la criminalità organizzata che parla esplicitamente di esecuzione in stile mafioso: «Vogliamo esprimere sentita partecipazione per la perdita del Carabiniere Antonio Taibi nonché vicinanza alla sua famiglia per il gravissimo lutto che l’ha colpita e alla cittadinanza tutta di Carrara. Quello che è accaduto riteniamo essere fatto gravissimo» scrive Milene Mucci, referente apuana della Fondazione.
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IL TIRRENO LISTATO A LUTTO
di Fabrizio Brancoli
Il Tirreno oggi esce listato a lutto perché è stato assassinato brutalmente un carabiniere, e un carabiniere non è mai “soltanto” una persona: è anche un simbolo. Quando fanno male a un carabiniere fanno male a tutti, perché ledono chi difende le regole della nostra convivenza. Antonio aveva scelto Carrara per vivere; era un padre, un marito, un lavoratore. Ed era anche il segno di una presenza nella comunità: la stessa alla quale Il Tirreno si rivolge e che ha l’onore e l’orgoglio di rappresentare. Oggi è il giorno del dolore e dell’unione: siamo in lutto perché siamo una cosa sola.
Buongiorno, ecco la prima pagina di oggi - #Massa
Pubblicato da Il Tirreno - Massa su Giovedì 28 gennaio 2016
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