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«Non abbiamo firmato l’accordo ma rimaniamo in maggioranza»

MASSA. Articolo Primo non uscirà mai dalla maggioranza, perché il suo consigliere di riferimento, Simone Ortori, è stato eletto in maggioranza nel 2013, anche se con un altro partito, e in due anni e...

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MASSA. Articolo Primo non uscirà mai dalla maggioranza, perché il suo consigliere di riferimento, Simone Ortori, è stato eletto in maggioranza nel 2013, anche se con un altro partito, e in due anni e mezzo non ha mai fatto mancare la fiducia al sindaco e alla sua amministrazione. La pensa così l’associazione Articolo Primo, nata a Massa, in risposta ad un civismo che stava venendo meno in città e di cui i cittadini ancora sentivano l’esigenza, ormai ben radicata anche a Carrara e a Montignoso.

Eppure, oggi che le forze di maggioranza, Pd, Sel, Psi e Rifondazione chiedono a Articolo Primo di dimostrare questa fiducia, firmando l’ultimo accordo tra le parti (il famoso documento con cui, tra le altre cose, Sel entrava in giunta), l’associazione, coordinata in provincia da Riccardo Pelliccia, dice “no”. Accade che, lo scorso martedì, i segretari delle forze di maggioranza, riunitisi per stabilire come affrontare i prossimi due anni di amministrazione Volpi e con chi, abbiano chiamato al telefono Articolo Primo, chiedendo una posizione ufficiale sull’accordo rimasto in sospeso. In pratica, Articolo Primo, lasciò il tavolo della trattativa quando, prima di Natale, si stava decidendo il rimpasto di giunta a Massa, e la firma di Pelliccia è l’unica mancante in calce al documento. «Non eravamo e non siamo tutt’ora d’accordo con l’operazione che ha portato all’ingresso di Sel in giunta- ci dice Riccardo Pelliccia- ; ecco perché non firmammo quell’accordo ed ecco perché non lo firmeremo. La fiducia all’amministrazione non c’entra nulla». Pd, Sel, Psi e Rifondazione, però, credono che, come in tutte le famiglie politiche che si rispettino, una maggioranza proceda, oltre che a parole, anche a fatti, attraverso atti e accordi. È la politica, non ci si può far nulla: quindi, se tutte le forze di una maggioranza firmano insieme un atto, chi si dissocia perde qualunque diritto ad essere inserito in quella maggioranza.In ballo c’è sia l’invito formale a partecipare alle riunioni di maggioranza, sia, fatto un po’ più grave, la presidenza della commissione Lavori pubblici, che oggi appartiene a Simone Ortori, ma che politicamente la maggioranza potrebbe rivendicare per sé. «Per sfiduciare un presidente di commissione occorre la maggioranza di quella stessa commissione e noi sappiamo che al momento non hanno i numeri per farlo», commenta Pelliccia. «Daremo una risposta ufficiale alla telefonata di Tongiani a breve -dice- con un documento chiaro che gireremo a tutte le forze politiche e anche al sindaco; noi, intanto, ci riteniamo saldamente membri della maggioranza e vogliamo ancora dare il nostro contributo costruttivo ai prossimi incontri con gli alleati». (mda)

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